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Scoppiano nuove tensioni fra gli Stati Uniti e l’amministrazione Netanyahu, dopo che il Wall Street Journal ha pubblicato che il Mossad israeliano ha spiato i negoziati in corso sul nucleare iraniano per poi passare le informazioni ai deputati repubblicani al fine di far saltare i negoziati.
Difatti solo ieri 367 membri della Camera di Washington hanno inviato una lettera al presidente Barak Obama per fargli presente che in materia ci sono “ancora molti temi seri e urgenti non risolti”, mostrando preoccupazione sia per il rischio che Teheran arricchisca comunque l’uranio oltre il limite stabilito, sia perché le autorità di Teheran continuerebbero ad ostacolare le ispezioni. Hanno inoltre avvertito il presidente che la riduzione delle sanzioni deve passare dal Congresso, il quale deve avere come dato certo il fatto che la Repubblica Islamica non possa produrre armi atomiche.
Il prestigioso quotidiano ha scritto che la Casa Bianca è stata informata dall’intelligence dopo aver intercettato le comunicazioni degli israeliani.
I rapporti fra le due amministrazioni sono tesi da tempo, specialmente dopo che Benjamin Netanyahu è intervenuto alla Camera Usa il 2 marzo, in piena campagna elettorale, per parlare contro le trattative in corso fra il “5+1” (Usa, Russia, Francia, Cina, Gb + Germania) e l’Iran, un gesto che ha fatto infuriare Obama e il segretario di stato John Kerry, che non avevano così voluto ricevere il premier. Una situazione per cui lo spionaggio, che presto o tardi sarebbe stato scoperto, avrebbe semplicemente reso tesa una situazione già tesa.
La notizia del Wall Street Journal è stata smentita dal ministro degli Esteri israeliano Avigdor Lieberman, il quale ha comunicato che “Noi non spiamo gli Stati Uniti, ne’ direttamente, ne’ per vie traverse”.

