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L’esercito israeliano ha provveduto a radere al suolo con cariche esplosive, dopo averne fatto uscire le famiglie, le case dei due presunti assassini dei tre giovani studenti della scuola rabbinica di Gush Etzion, Marwan Qawasmeh e Amer Abu Eishe: il blitz è avvenuto in piena notte, mentre scattavano sulla Striscia altri 34 raid aerei in risposta ai razzi lanciati verso Israele.
Era dal 2005 che Israele non procedeva in simili ritorsioni, prima comuni, ovvero di distruggere le palazzine in cui erano situati gli appartamenti di membri di Hamas coinvolti in atti terroristici.
Alle 4 vittime israeliane dovute a scontri con l’esercito impegnato nelle ricerche dei tre giovani seminaristi, si aggiungono oggi altri due morti: si tratta del 18enne Yusuf Abu Zagher, ucciso nel corso di un raid dei militari israeliani in un campo profughi a Jenin, nel nord della Cisgiordania, e di un altro palestinese ucciso ad Hebron.
Sul fronte politico c’è da registrare una spaccatura interna al governo ad opera dei ministri ultranazionalisti che hanno chiesto all’esercito azioni più dure. Fra di loro il ministro delle Finanze Naftali Bennett, che ha chiesto la confisca dei beni di Hamas nelle banche della Cisgiordania e la reintroduzione della pena di morte.
Nella foto: Il ministro delle Finanze Naftali Bennett
