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netanyahuIl premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha accusato i palestinesi di creare “crisi artificiose” nei colloqui di pace e ha chiesto un intervento americano per rimettere in carreggiata i negoziati. “Sono preoccupato per i progressi”, ha dichiarato nel corso di un colloquio a Gerusalemme con il segretario di Stato americano, John Kerry, “perchè vedo i palestinesi che continuano a creare crisi artificiose e a sfuggire alle decisioni forti necessarie per fare una vera pace”. Netanyahu ha auspicato che la visita di Kerry possa riportare i palestinesi in una posizione “da cui raggiungere la storica pace che”, ha assicurato, “stiamo cercando”.

L’incontro fra il premier e il capo della diplomazia Usa si è svolto a poche ore dalla minaccia lanciata dai palestinesi di interrompere i negoziati per protesta contro l’ampliamento delle colonie ebraiche e in una fase di crescente pessimismo sui colloqui di pace tra Israele e Anp, ripresi ad agosto dopo tre anni di stallo. Subito dopo l’incontro con Netanyhau, Kerry proseguirà per Betlemme dove vedrà il presidente dell’Anp, Abu Mazen, e nel pomeriggio rientrerà in Israele per un colloquio con il presidente Shimon Peres e un nuovo colloqio con cena di lavoro con il premier. Martedi’ sera Kerry aveva deposto una corona sulla piazza in cui 18 anni fa fu assassinato il premier israeliano Yitzhak Rabin ricordando come “osò rischiare per la pace”. Ma poche ore dopo, al termine di una tumultuosa riunione a Gerusalemme, un negoziatore palestinese ha avvertito che l’Anp non può più partecipare ai colloqui se si continuano ad espandere le colonie. “Non possiamo proseguire nei negoziati mentre ci sono questi attacchi senza precedenti sugli insediamenti”, ha riferito una fonte.