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Procedono le operazioni di voto in Israele, dopo che lo scorso 3 dicembre il governo è caduto davanti alla decisione dei moderati di Hatnua e Yesh Atid, fra i quali il ministro delle Finanze Yair Lapid e la responsabile della Giustizia Tzipi Livni, di non firmare la proposta di legge governativa patrocinata dal premier Benjamin Netanyahu volta a considerare Israele quale “Nazione ebraica”.
In mattinata il premier ha postato sulla propria pagina Facebook che “gli arabi stanno andando in massa a votare. Andate a votare, portate i vostri amici a votare in modo da colmare la distanza tra noi e i laburisti”, segno evidente del nervosismo dovuto ai sondaggi che lo danno dietro all’”Unione sionista” di Tzipi Livni e di Isaac Herzog, formazione che potrebbe governare insieme alle formazioni arabe.
Scontate le reazioni di protesta non solo perché Netanyahu ha continuato a fare campagna elettorale nel giorno delle elezioni: il deputato e candidato della Lista araba unita Dov Khenin ha dichiarato che “Un primo ministro che fa campagna contro il voto di cittadini che appartengono ad una minoranza etnica ha superato la linea rossa dell’incitamento e del razzismo. Dichiarazioni come quella mostrano che Netanyahu ha perso completamente la sua via ed è pronto a rompere i principi democratici”. Caustico anche il leader di centrosinistra Isaac Herzog, il quale ha affermato che “il suo panico è imbarazzante”. “La gente vuole un primo ministro che ha a cuore i suoi cittadini e non che incita o divide”.
Ieri Netanyahu aveva dichiarato che con lui premier “non esisterà mai uno stato palestinese”.
Sono sei milioni i cittadini chiamati al voto, ed alle 18.00 l’affluenza alle urne è stata del 54,6% ; i seggi chiudono alle ore 22.00.

