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Cresce la tensione in Israele dopo il rapimento in Cigiordania di tre allievi di una scuola rabbinica radicale presso una colonia nei pressi di Gush Etzion.

Stando a quanto hanno riferito fonti della Difesa, il sequestro sarebbe stato “ben preparato” da parte di una cellula “ben addestrata”, tant’è che è arrivata la rivendicazione del gesto da parte di un gruppo salafita semi-sconosciuto di Hebron, il “Daulat al-Islam”.

I tre studenti stavano facendo l’autostop quando ignoti li hanno rapiti; il timore delle autorità è che i tre giovani siano stati portati già al di fuori del territorio israeliano, attraverso la zona desertica a sud del paese.

A nulla sono valsi finora i controlli presso i villaggi limitrofi di Tufah, Bnei Naim, Yata, Halhul, Beit Ayoun e Doura, mentre fonti palestinesi denunciano numerosi arresti. Secondo fonti palestinesi, citate dai media israeliani, sarebbero stati compiuti anche numerosi arresti.

Il ministro della Giustizia israeliano, Tzipi Livni, ha esortato il Segretario di Stato Usa John Kerry a lavorare con Abu Mazen per aiutare il ritorno a casa dei ragazzi.

Preoccupazione è stata espressa per l’Italia dal ministro degli Esteri Federica Mogherini: “Vorrei esprimere la solidarietà dell’Italia alle famiglie e spero che la vicenda sia risolta rapidamente” – ha dichiarato il ministro, per cui – “faccio appello a tutti coloro che potrebbero favorire una soluzione positiva della vicenda ad adoperarsi affinché i tre ragazzi possano tornare presto a casa”.

I negoziati israelo-palestinesi promossi da John Kerry, sono naufragati a causa della mancata interruzione della politica israeliana di costruire alloggi nei Territori occupati e la conseguente iniziativa di Abu Mazen di allearsi con Hamas e di firmare in quanto Palestina numerosi trattati internazionali.

Nella foto: il ministro della Giustizia Tipzi Livni