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Ancora scaramucce fra gli Hezbollah libanesi e l’esercito israeliano: in mattinata una camionetta militare israeliana è stata centrata da un missile anti-carro nella zona rurale attorno a Shebaa, nel settore orientale della “Linea Blu” che segna il confine tra il Libano e Israele, provocando la morte di due militari e il ferimento di altri sette. A distanza di poco tempo colpi di mortaio sono caduti su una postazione israeliana situata sulle alture del Golan, senza provocare vittime; in un primo momento fonti di Hezbollah avevano parlato di un soldato israeliano arrestato, ma la cosa è stata poi smentita dalle autorità di Tel Aviv.
Immediata la risposta di Israele, che con raid aerei ha colpito obiettivi del gruppo sciita a Kafr Shuba, ad al-Majidia e nei pressi delle fattorie di Shebaa, e che ha sparato una cinquantina di colpi di artiglieria nel territorio libanese.
La tv panaraba al-Jazeera, con sede a Doha, parla di un militare in forza alla missione Unifil ucciso dall’artiglieria israeliana, la quale ha aperto il fuoco su un’area in cui sono presenti basi della forza sovranazionale. La notizia è stata confermata dal portavoce del contingente Onu Andrea Tenenti e secondo fonti libanesi il militare ucciso sarebbe spagnolo.
Alla missione Unifil, attuata sotto il comando italiano, partecipano militari di 36 paesi, di cui 1.100 italiani e 600 spagnoli.
