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Aumenta la tensione in Israele dove l’esercito ha schierato proprie truppe lungo i confini con la Striscia di Gaza e, di conseguenza, i palestinesi hanno preparato brigate Ezzedin al-Qassam, il braccio armato di Hamas. Da giorni proseguono i lanci dei razzi artigianali dalla Striscia, senza per altro che provochino vittime, come pure i raid dell’aviazione, specialmente sui campi di addestramento dei miliziani.
Alla base del momento critico gli omicidi cruenti dei tre giovani seminaristi da parte di islamici antisionisti e del 17enne palestinese ucciso per rappresaglia da ebrei radicali.
Quello che appare chiaro, tuttavia, è che il governo Netanyahu stia strumentalizzando quanto accaduto proprio per attaccare Hamas, nonostante a dichiarare la responsabilità dell’omicidio dei tre giovani ebrei sia stato il gruppo Dawlat al-Islam, legato all’Isil siriano, cioè ad al-Qaeda, e non ad Hamas.
Inoltre appare difficile che il partito di Gaza, entrato nel governo dell’Anp con al-Fatah per rispondere all’interruzione dei negoziati voluta da Tel Aviv e per assumere una posizione in un quadro internazionale, abbia avuto interesse a bruciare l’iniziativa politica.
