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Piovono le critiche della comunità internazionale su Israele, dopo l’annuncio di annettere altri 234 ettari di terra in Cisgiordania a sud di Gerico.

Il gesto suona alle orecchie dei più come la prova provata della continua espansione del territorio israeliano a danno dei palestinesi ed arriva in un momento delicato, sia per la grave crisi mediorientale, sia perché si inserisce nel braccio di ferro delle trattative per la soluzione dei “due popoli, due Stati”, per la quale vi è una forte pressione da parte della comunità internazionale.

Inoltre proprio in questi giorni si mormora che governo israeliano e l’Anp abbiano rotto i colloqui ufficiosi sulla gestione della sicurezza proprio nell’area di Gerico, che prevedevano la fine delle incursioni israeliane in cambio del pugno di ferro da parte dell’Anp sui palestinesi dell’Intifada.

Secondo diversi osservatori, tra i quali l’israeliano Drod Ektes, la mossa del governo servirebbe alla destra israeliana per acquisire voti tra i coloni.

Proteste sono arrivate dai vari paesi e dall’Italia, per cui – si legge in una nota della Farnesina – “Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale valuta con preoccupazione la decisione israeliana annunciata ieri di annettere 234 ettari di terra in Cisgiordania a sud di Gerico.

Si tratta di una misura che, aumentando l’area disponibile per nuovi insediamenti, contribuisce a erodere la soluzione dei due Stati, che sola può garantire a israeliani e palestinesi un futuro di pace e sicurezza.

Il Ministero degli Affari Esteri italiano, nell’auspicare un riesame della decisione da parte israeliana, invita entrambe le Parti ad astenersi da azioni suscettibili di aggravare la tensione e ad impegnarsi per favorire una pronta ripresa del negoziato di pace”.