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Qualcuno in Israele asserisce che sia iniziata la terza intifada. La cosa sembra esagerata, ma ben descrive lo stato di tensione in corso nella regione palestinese della Cisgiordania, a Gerusalemme e nella Striscia di Gaza, dove la repressione dell’esercito di Tel Aviv ha portato, secondo la Croce Rossa, al ferimento di 77 persone. Le tensioni seguono l’uccisione avvenuta lo scorso 1 ottobre di due coloni israeliani, Eitam e Naama Henkin, mentre erano in auto con i quattro figli, e l’omicidio avvenuto nelle ultime ore di due ebrei ortodossi a Gerusalemme.

Nella notte di ieri si sono tenute a Gerusalemme manifestazioni della destra israeliana, che ha accusato il governo di negligenza e di non essere in grado di garantire la sicurezza

A Nablus i militari hanno fatto irruzione nella casa di un giovane, Nour ad-din Abu Hashya, indicato dai media palestinesi come uno degli autori dell’assassinio dei coniugi Henkin, ed è già stata ordinata la distruzione dell’edificio situato nel campo profughi di Askar; scontri vi sono stati a Ramallah e nel centro abitato di Surda. Già una decina gli arresti.

Vi sono invece dubbi su come sia andato l’accoltellamento di un quindicenne ebreo ad opera del 19enne palestinese Fadi Alon, originario del sobborgo di Issawya alle porte di Gerusalemme: la versione ufficiale identifica il palestinese come un terrorista ucciso a colpi di pistola dalla polizia, mentre le immagini diffuse dai media mostrano che in realtà è stato massacrato di botte dagli agenti mentre correva per cercare riparo in quanto aggredito da un gruppo di giovani ebrei, tra i quali il 15enne rimasto ferito da un fendente.

Israel Katz, che è ministro dei Trasporti, dell’Intelligence e dell’Energia atomica, ha fatto sapere che potrebbe esserci una nuova vasta operazione militare per fermare l’ondata di violenza, che “Inaspriremo le misure contro i palestinesi” e che “potremmo costruire un nuovo muro di difesa” al confine con la Cisgiordania.

La Farnesina comunica in una nota che “Il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Paolo Gentiloni esprime forte condanna verso i gravi atti di violenza che colpiscono Gerusalemme e la Cisgiordania, come quelli compiuti ieri nella città vecchia di Gerusalemme, che hanno provocato la morte di due membri di una famiglia di ebrei ortodossi, che stava andando a pregare al Muro del Pianto, e auspica che i responsabili siano presto assicurati alla giustizia. In questo clima di forte tensione – ha proseguito il Ministro – occorre un impegno di tutte le parti per scongiurare un’escalation della violenza sul terreno, da cui trarrebbero vantaggio solo le forze più estremiste e ostili al dialogo e alla pace”.