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Le autorità turche sono certe che vi sia l’Isis dietro l’attentato dell’altro ieri sera all’aeroporto Ataturk di Istanbul, costato la vita a 43 persone.

Nelle ultime ore sono state arrestate 13 persone, oltre la donna che faceva parte del commando (3 kamikaze morti, 3 in fuga), e la polizia ha perquisito 16 abitazioni nei quartieri Pendik e Sultanbeyli, nella parte asiatica della città, e Basaksehir, nella parte europea.

In un’abitazione del quartiere storico di Fatih, affittata e usata dai terroristi come base operativa, sono stati rinvenuti i passaporti dei tre kamikaze, che sarebbero di persone provenienti dal’Uzbekistan, dal Kirghizistan e della repubblica russa del Daghestan.

Certamente per dare un segnale all’alleato turco, gli aerei degli Stati Uniti hanno colpito duramente oggi in Iraq, attaccando una lunga colonna di jihadisti in fuga da Fallujah, conquistata quattro giorni fa dall’esercito regolare e dalle milizie popolari sciite al-Hasheb Shaabi, sostenute dall’Iran.

Da quanto si è appreso sarebbero stati uccisi almeno 250 jihadisti e distrutti oltre 40 veicoli. Erano diretti verso i territori dello Stato Islamico in Siria.