di Giuliano Bifolchi –

Diminuiscono le importazioni di gas naturale dell’Italia dalla Russia raggiungendo il livello più basso degli ultimi quattro anni a causa delle limitazioni e sanzioni imposte dall’Unione Europea ai danni della Gazprom.

Il gas proveniente dalla Federazione Russa che giunge presso il terminale di Tarvisio ha registrato un declino pari al 46% lo scorso mese, un dato negativo registrato l’ultima volta nel maggio del 2010 secondo quanto rilevato dall’operatore Snam Rete Gas, favorendo invece la fornitura dal Nord Europa via Passo Gries aumentata del 64%.

Secondo quanto dichiarato dalla Snam Rete Gas a Bloomberg, quotidiano economico di marca Usa, il flusso di gas a Tarvisio nella giornata di ieri è stato pari a 48.2 milioni di metri cubici a differenza dei 63.4 milioni di metri cubi normalmente registrati. Questo afflusso inferiore, secondo quanto affermato dalla compagnia italiana, non influirà sulla distribuzione del gas sul mercato nazionale.

Per la prima volta dal maggio 2010 l’Italia ha ricevuto maggior gas naturale dal Nord Europa via Passo Gries (1.7 miliardi di metri cubi) che dalla Federazione Russa (1.27 miliardi di metri cubi)

Secondo i dati forniti da Eurogas, organizzazione no profit il cui scopo è quello di rappresentare gli interessi dell’industria del gas naturale, la Russia fornisce il 29% del gas all’Italia. Eni Spa (ENI), la più grande compagnia nazionale petrolifera del Mediterraneo, ha rivisto in maggio il suo contratto con la Gazprom, il suo principale fornitore, allineando il prezzo di indicizzazione con i costi di mercato e migliorando l’abilità di recuperare il gas prepagato grazie alle clausole take-or-pay.

Sia l’Eni che la Gazprom non hanno commentato la riduzione di gas russo registrata in Italia; è possibile riportare le parole di Alexey Miller, Amministratore Delegato della compagnia russa, il quale lo scorso mese ha dichiarato che i clienti europei potrebbero dover aspettare fino a novembre per ricevere volumi addizionali di gas una volta che la Russia sia riuscita a rispondere alla domanda interna.

Secondo quanto dichiarato da Carlo Malacarne, Amministratore Delegato di Snam Rete Gas, l’Italia è pronta ad ogni possibile rottura con il fornitore di Mosca a causa della crisi ucraina; per questo motivo i siti di stoccaggio del paese hanno immagazzinato riserve pari al 96% del totale, il livello maggiore registrato dal 2011.