di Guido Keller –
Il capo della commissione europea ha scritto oggi al premier italiano Matteo Renzi per esprimere il suo apprezzamento per l’impegno dell’Italia sulla crisi dei migranti, in particolare sulla proposta del “Migration Compact” presentata la settimana scorsa e osteggiata dalla Germania nel passaggio sugli Eurobond.
“Dear Prime Minister, caro Matteo – scrive Juncker – accolgo con grande favore la tua iniziativa che conferma l’esigenza di un approccio europeo al tema europeo delle migrazioni, la stessa che ho sostenuto dall’inizio del mio mandato”.
Nella missiva Juncker fa sapere a Renzi di aver dato mandato alla Pesc Federica Mogherini e al vicepresidente Frans Timmermans di approfondire il piano in vista del vertice europeo del 28-29 giugno. “Come te – continua il capo della Commissione – sono convinto che solo un più forte approccio europeo nell’attuale crisi dei rifugiati, che includa sia politiche interne che esterne della Ue, ci aiuterà a gestire i flussi migratori ordinatamente e a tornare a un sistema Schengen che funzioni pienamente nello spirito di una rafforzata solidarietà”, per cui “Sono felice di vedere che condividiamo la stessa agenda”.
La proposta del Migration Compact prevede, dietro accettazione dei governi interessati, progetti di investimento nei settori del sociale e delle infrastrutture nei paesi da dove partono le imbarcazioni, come la Tunisia e la Libia; l’istituzione di Ue-Africa bond, ovvero titoli per aiutare i paesi interessati ad entrare nei mercati finanziari; il controllo comune dei confini e la cooperazione nella lotta al crimine e ai trafficanti, anche con l’estensione nelle acque territoriali della missione Eunavfor Med (le navi di pattugliamento) e la cooperazione tra le magistrature; la creazione di accessi di stranieri al mercato del lavoro europeo; un sistema di compensazione riservato ai paesi che collaborino nel dare asilo ai rifugiati anche con l’aiuto dell’Unhcr o nel trattenere migranti; collaborazione nelle procedure di identificazione e della distribuzione di documenti; individuazione nelle strutture di accoglienza di chi ha diritto a ottenere protezione internazionale e chi no.
Davanti all’ammassamento di migranti in Libia in attesa di partire per l’Europa rischiando anche di perdere la vita in mare come è successo ieri a 500 somali, il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha ulteriormente caldeggiato il piano italiano, in quanto è necessario un accordo sulla falsariga di quello stipulato con la Turchia per obbligare i paesi di partenza a trattenere i migranti.
Giungendo a Lussemburgo per il vertice dei ministri dell’Interno Ue, Alfano ha spiegato che “Non c’è una situazione di arrivi un granché aumentata. La situazione la stiamo gestendo da grande paese quale siamo, ma l’approccio che serve è un approccio europeo. Noi lavoriamo perché vi sia questo approccio europeo. Abbiamo presentato un piano con un approccio complessivo e pensiamo che sia la strada giusta. Oggi ci confronteremo su questo e daremo conto dei nostri risultati e dei nostri obiettivi”.
Al vertice dei ministri dell’Interno Ue si parla anche di terrorismo interno, per cui il Commissario europeo per gli Affari interni e l’Immigrazione Dimitris Avramopoulos ha già affermato che “non possiamo affrontare il terrorismo” a parole, “ma per creare una vera Unione della Sicurezza dobbiamo capire che è più che importante condividere più informazioni e forgiare la fiducia tra noi”.
Per Avramopoulos è stato fatto “qualche passo avanti” con l’approvazione del Parlamento Ue della condivisione del Pnr (codice di prenotazione per i biglietti aerei), una misura che “oggi dovremmo auspicabilmente adottare”.

