di Giuliano Bifolchi –
Ramzan Kadyrov, presidente della Repubblica di Cecenia, ha affermato che Doku Umarov, leader di Imarat Kavkaz (Emirato del Caucaso), organizzazione terroristica che guida la lotta armata contro le forze di sicurezza locali e russe nel Caucaso del Nord e minaccia per l’intera Federazione, sarebbe morto in una operazione militare svolta durante il 2013.
Il presidente ceceno ha dichiarato che al 99% le autorità sono sicure che Umarov sia morto facendo riferimento ad una conversazione tra un militante del Dagestan ed uno di Kabardino-Balkaria i quali menzionavano la necessità di eleggere un nuovo “Emiro”; il militante di Kabardino-Balkaria aveva raccomandato Vadalov, nativo ceceno, come successore di Doku Umarov.
Non è la prima volta che il presidente ceceno annuncia la morte del leader dell’Emirato, infatti a dicembre, durante una conferenza con l’ITAR-TASS, agenzia di informazione russa, Kadyrov aveva dichiarato che Doku Umarov era morto già da molto tempo e precedentemente ogni comunicato in tal senso era stato poi smentito da una successiva dichiarazione o confutazione dell’Emiro.
L’ultima apparizione in video di Doku Umarov risale a questa estate quando l’Emiro ha minacciato i Giochi Olimpici di Sochi 2014 chiamando tutti i militanti alla mobilitazione generale e richiedendo azioni contro i cittadini russi all’interno del territorio della Federazione; i recenti attacchi alla città di Volgograd, antica Stalingrado posta nella regione meridionale della Russia, avevano fatto alzare il livello di allarme da parte delle autorità del Cremlino e concentrato l’attenzione dei media sulla Federazione ed in special modo sulla regione del Caucaso del Nord. Le esplosioni di Volgograd non hanno avuto però una rivendicazione, fattore che indurrebbe gli esperti a pensare alla reale morte di Umarov, anche se occorre ricordare che la militanza armata nord caucasica possiede una struttura frammentata suddivisa in cellule autonome e quindi il livello di minaccia per i Giochi Olimpici di Sochi rimane elevato.
Kadyrov, dopo aver confermato la morte di Umarov, ha inoltre aggiunto la volontà di imporre pene più severe per punire i crimini di terrorismo, suggerite in precedenza ed ora in procinto di essere attuate dopo gli attacchi di Volgograd del 29 e 30 dicembre 2013.
Doku Umarov è stato riconosciuto come il leader dell’Emirato del Caucaso, organizzazione terroristica che aspira alla creazione di uno stato islamico nel Caucaso del Nord dove far vigere la shari’a (legge islamica), ed è il fautore di numerosi attacchi terroristici in Russia, tra cui quello avvenuto all’aeroporto di Domodedovo di Mosca nel gennaio 2011 che ha causato la morte di 37 persone ed il ferimento di altre 180, oppure l’attentato suicida avvenuto nella metro della capitale nel marzo 2010 provocante la morte di 40 persone ed il ferimento di altre 120. Nel 2012 Doku Umarov aveva ordinato l’arresto degli attacchi ai danni dei civili durante la dimostrazione di massa contro Putin avvenuta nell’inverno 2011-2012 fino allo scorso luglio quando, apparendo in un messaggio video, aveva ordinato di minare l’organizzazione e la realizzazione dei Giochi Olimpici di Sochi 2014 descritti come “una danza satanica sulle ossa dei nostri antenati”.

