Ansa –
Storica visita di due giorni per David Cameron in Kazakistan, la prima in veste ufficiale di un premier britannico nel Paese ex sovietico dell’Asia Centrale ricco di idrocarburi, con l’obiettivo di aumentare il volume d’affari e mettere le imprese britanniche in posizione privilegiata nei futuri contratti col governo di Astana. Nonostante le critiche dei difensori dei diritti umani. Attesa la firma di accordi commerciali ed economici per quasi 1 miliardo di dollari (820 milioni di euro). Dopo un tour in Asia che lo ha portato in Afghanistan e Pakistan, Cameron è arrivato ieri sera nel porto di Atyrau sul Mar Caspio accompagnato da una delegazione di 33 uomini d’affari britannici (tra cui i rappresentanti di Shell, BG e Petrofac), per inaugurare, a fianco del presidente kazaco Nursultan Nazarbayev, un nuovo impianto petrolifero nel maxigiacimento offshore di Kashagan. Oggi ad Astana incontrerà nuovamente Nazarbaiev. Ma Amnesty International e Human Rights Watch hanno invitato il premier a sollevare il problema dei diritti umani con il leader kazaco, a livello “vergognoso”, ricordando gli arresti di oppositori, le denunce di torture, la repressione della libertà di stampa e l’uccisione di 16 persone a Zhanaozen nel 2011 in una protesta dei lavoratori locali del petrolio. Mentre oggi il Guardian ricorda come un ex premier britannico, Tony Blair, sia diventato nel 2011 consulente d’immagine per Nazarbaiev. Londra è già uno dei maggiori partner commerciali ed economici di Astana, nella cui economia ha investito, dall’indipendenza nel 1991, 20 miliardi di dollari. Royal Dutch Shell detiene una quota del 16.81% in Kashagan, così come l’italiana ENI.

