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Nuovo colpo di scena sul caso Shalabyeva: visto il polverone sollevato, anche grazie all’intraprendenza dell’ambasciatore presso l’Italia Andrian Yelemessov, il primo ministro kazako, Serik Akhmetov, ha aperto oggi una porta per conservare i buoni rapporti fra i due paesi ed ha riferito che “Dal punto di vista legale, la possibilità di un ritorno di Alma Shalabyeva e di sua figlia in Italia non si esclude. Per questo la signora deve rivolgersi agli organismi competenti kazaki con la richiesta di consentirle la libera circolazione anche all’estero, dietro cauzione”.

Lo riferisce il Corriere della Sera, dove il premier ha aggiunto che “in questo caso alla repubblica del Kazakistan occorreranno garanzie da Roma” ovvero “che in futuro la signora si presenti davanti a un ente di persecuzione penale del Kazakistan qualora ce ne fosse bisogno”.

La Shalabyeva in Kazakistan è oggetto di indagini per l’uso di passaporti falsi ed infatti Akhmetov ha continuato dicendo che “le indagini stanno verificando se la donna è coinvolta in delitti legati a tangenti pagate a ufficiali del servizio di migrazione e di giustizia della regione di Atyrau per fabbricazione illegale e rilascio di passaporti, anche a nome suo e di sua figlia”. Il Primo ministro ha poi aggiunto che Shalabyeva, non è in prigione, bensì ha “è sottoposta alla misura di obbligo di dimora: è completamente libera di circolare per la città di Almaty e di comunicare con chi vuole”. Per quanto riguarda i rapporti con l’Italia, il premier kazako ha voluto ribadire che il suo Paese “non reputa l’espulsione di un suo cittadino che ha violato il regime di passaporti e visti motivo valido per un peggioramento dei rapporti bilaterali”.