di Enrico Oliari –

Paura in Kenya per gli attacchi contro due chiese di Garissa, città situata nel nord est del paese: al momento le vittime sarebbero una decina, mentre i feriti oltre 50.

A quanto ha riferito il comandante della polizia regionale, Philip Ndolo, gli attacchi con granate e spari sono stati condotti contro la Cattedrale cattolica e contro una chiesa della Africa Inland Church (AIC) mentre erano in corso i riti religiosi e la decina di vittime si sarebbero avute in quest’ultimo edificio religioso. Nella zona è stata trovata anche una bomba inesplosa.

L’azione, a quanto si presume, sarebbe imputabile ai miliziani somali di al-Shabaab, il gruppo islamico legato ad al-Qaeda responsabile di aver conquistato intere parti della Somalia e di diversi atti di pirateria nell’oceano Indiano.

Le truppe regolari del Kenya sono impegnate in Somalia nella guerra contro al Shabaab dall’ottobre del 2011 e solo pochi giorni fa vi sono stati violenti scontri a Badhadhe, città al confine tra la Somalia e il Kenya, a circa 180 chilometri a sud della roccaforte dei fondamentalisti, Chisimaio.

Da diverso tempo gli islamici stanno arruolando ed addestrando ragazzi poco più che adolescenti, raccolti un po’ ovunque con la promessa di un compenso economico, per quella che si annuncia come la battaglia finale, ovvero la liberazione di Chisimaio da parte dei soldati regolari del Kenya e della Somalia.

Gli attacchi alle chiese del Kenya arrivano dopo l’ondata di sangue che ha investito gli edifici sacri cristiani del nord della Nigeria, dove solo due settimane fa a Kaduma e Zaira vi sono stati 50 morti ed oltre mille feriti.

Altro risvolto della crisi somala è il mezzo milione di persone che vive in condizione assai precarie nel campo profughi di Dadaab, in Kenya.