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Ennesimo attentato in Kenia (se ne contano ormai 135) a firma degli al-Shabaab, il gruppo somalo erede delle Coorti islamiche ed alleato di al-Qaeda e del Boko Haram nigeriano, autore, tra l’altro, dell’attentato al centro commerciale Westgate di Nairobi del 23 settembre 2013, in cui morirono 68 persone, ma anche di attacchi a obiettivi situati nelle città costiere, non lontano dalle località turistiche frequentate da stranieri: ammonta a 28 passeggeri di un autobus uccisi a sangue freddo, dopo che alcuni terroristi solo saliti a bordo; una volta selezionato i viaggiatori non musulmani, è stato imposto loro di leggere il Corano, cosa non possibile in quanto scritto in arabo, per cui sono stati passati per le armi.

Il drammatico fatto è avvenuto alle 5 del mattino (ora locale) presso la località di Arabia, nella contea di Mandera, a pochi chilometri dal confine somalo, su un mezzo diretto a Nairobi.

Dei vari paesi della missione africana Amisom impegnati in Somalia contro al-Shabaab, il Kenya è quello che si è esposto maggiormente combattendo i qaedisti sia via terra che con la Marina.

Il campo profughi di Daadab, in Kenya, è il più vasto del mondo: in 500mila somali, fuggiti dalla guerra degli al-Shabaab, vi vivono in condizioni disperate.