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Dopo aver incontrato a Cuba, dov’era in visita con Barak Obama, i ribelli delle Farc colombiane nella persona del comandante in capo Rodrigo Londono (nome di battaglia di “Timochenko”), il segretario di Stato Usa si è recato oggi in Russia per incontrare Vladimir Putin e il collega Sergei Lavrov e discutere di Siria, petrolio e accordi commerciali, nonostante le sanzioni imposte dagli stessi Usa per via della crisi della Crimea.

Come è stato riportato dal dipartimento di Stato, sulla crisi siriana Kerry intende “verificare se si può arrivare al sodo nella transizione del governo siriano”, dal momento che il ruolo di Bashar al-Assad continua a costituire un punto irrinunciabile sia per le opposizioni, che lo vorrebbero fuori dai giochi, sia per il governo di Damasco, per cui al-Assad dovrebbe rimanere in carica fino alle nuove elezioni previste fra 18 mesi e comunque essere ancora ricandidabile.

Un altro argomento all’ordine del giorno è la questione del prezzo del petrolio, il cui crollo ha di fatto messo in ginocchio la Russia e non solo. Mosca vorrebbe che gli Usa arrivino a fare pressioni sull’Opec, ed in particolare sull’Arabia Saudita, per riportare il costo del greggio a livelli accettabili.

A Mosca Kerry cenerà con il tedesco Frank-Walter Steinmeier, anch’egli nella capitale russa, “in modo – ha comunicato dil dipartimento Usa – da sentire come è andato e per fare un pre-briefing con lui su ciò che il segretario intende fare”.