di Notizie Geopolitiche –
È stato rivendicato da un gruppo semisconosciuto di nazionalisti kosovari, denominato Rugovasit, l’attentato avvenuto nella notte di domenica scorsa contro Mentor Shala, direttore della televisione di stato del Kosovo Rtk (Radio Televizioni i Kosovës). Una bomba a mano lanciata nella zona retrostante l’edificio in cui vive il giornalista ha infatti causato un’esplosione che non ha però portato a vittime o feriti.
In un primo momento Rtk aveva imputato la responsabilità dell’attacco al gruppo nazionalista albanese Vetevendosje, all’opposizione del governo attuale e che sostiene l’indipendenza del paese balcanico da ogni influenza straniera, i cui rappresentanti, tacciati dall’emittente di terrorismo, si erano invece dissociati, rispedendo le accuse al mittente.
La rivendicazione ufficiale è invece arrivata poche ore fa con un comunicato dei sedicenti militanti del Rugovasit, i quali hanno condannato la parzialità della Tv di stato, che parteggerebbe per il governo, sostenendo la sua posizione sulla disputa territoriale riguardante i monti Rugova, non dando alcuno spazio a partiti in contrasto con l’esecutivo, come appunto Vetevendosje.
Questo gruppo che prende infatti probabilmente il nome dalla regione montuosa di Rugova, situata a cavallo tra Albania, Kosovo e Montenegro e sulla quale, tra gli ultimi due, è in corso una diatriba relativa alla definizione dei confini, che sta per concludersi con una vittoria del governo di Podgorica, il quale è in procinto di ratificare con Pristina un accordo che prevede l’annessione al territorio montenegrino di circa 8.000 ettari di Kosovo.
Questi atti di terrorismo, uniti alle violenze contro la minoranza serba nel nord, all’incapacità di uno dei governi più corrotti d’Europa di contrastare il malaffare e adesso il radicarsi del terrorismo islamico, che ha trasformato lo stato in un avamposto dell’Isis alle porte dell’Ue, è la diretta conseguenza della decisione presa da Nato e Bruxelles di favorire l’indipendenza kosovara dalla Serbia, nel miope tentativo di indebolire Belgrado, e quindi la Russia nei Balcani, dando vita ad uno stato ormai fuori controllo e che rischia di trasformarsi in una bomba ad orologeria per l’intera regione.

