KOSOVO. Nuovo incontro a Bruxelles, Ue spera in accordo

TMNews – 

L’Unione europea auspica che il nuovo incontro di oggi a Bruxelles tra premier serbo e kosovaro possa portare a un accordo, una svolta per la normalizzazione delle relazioni tra Belgrado e Pristina. Un’intesa darebbe nuovo slancio al processo di integrazione di questi due Paesi con l’Ue, ha dichiarato ieri il commissario all’Allargamento Stefan Fuele, prospettando concreti vantaggi per entrambe le parti. “Un possibile accordo con Belgrado domani e la sua applicazione sul terreno aprirebbe la strada alla conclusione positiva a giugno dei negoziati per un accordo di Associazione e Stabilizzazione”, ha detto ieri Fuele alla Serbia, agitando quella che è ‘la carota’ usata nelle trattative con Pristina in questi mesi. Per quanto riguarda Belgrado, l’incentivo sul piatto è la promessa che al vertice di giugno Bruxelles indicherà una precisa data per l’avvio dei negoziati di adesione della Serbia all’Ue. Il premier serbo Ivica Dacic e la controparte kosovara Hashim Thaci s’incontrano oggi nella capitale europea per tentare di stringere sull’ultimo, e più delicato, dei nodi negoziali: la struttura amministrativa del Nord del Kosovo, dove si concentra la minoranza serba. L’intesa di principio già raggiunta prevede la creazione di un’associazione di municipalità serbe, ma Pristina non intende concedere il potere esecutivo e giudiziario reclamato dalla Serbia e considerato “conditio sine qua non” dalla stessa minoranza, che non intende sottomersi definitivamente al governo kosovaro. In sostanza, si cerca un punto di incontro sul grado di autonomia per il Nord del Kosovo. Lungo questo ultimo miglio negoziale, che l’Ue vorrebbe vedere arrivare a una prima meta domani, la Serbia ha messo sul piatto due posizioni apparentemente divergenti, ma complementari: quella ottimista del presidente Nikolic, a fianco della cautela, al limite dello scetticismo, del premier Dacic, che parla di una serie di problemi da risolvere, che potrebbero richiedere ancora mesi, salvo una netta revisione della posizione kosovara.
La Germania, che dall’inizio delle trattative ha fatto forti pressioni, prospettando un “aut aut” sull’integrazione Ue, ora propone che Serbia e Kosovo “si impegnino per la normalizzazione delle relazioni davanti alle telecamere”. L’idea, riferisce l’emittente B92, è stata esposta da una delegazione del partito CDU/CSU direttamente a Belgrado, chiedendo “una visibile volontà” a un compromesso personificata dai presidenti o dai premier dei due Paesi. In realtà i protagonisti diretti del dialogo serbo-kosovaro patrocinato dall’Unione europea hanno tenuto un profilo basso, nel timore di reazioni negative dell’opinione pubblica in patria. I colloqui sotto egida europea sono iniziati nel marzo 2011 e si sono intensificati negli ultimi mesi: l’Ue vi vede un’occasione cruciale per sbloccare la situazione anomala e a lungo termine insostenibile nel cuore dei Balcani. Dalla dichiarazione unilaterale di indipendenza di Pristina nel 2008, il Kosovo è stato riconosciuto da un centinaio di Paesi, ma non dalla ‘madre’ Serbia, sostenuta dalla Russia, pronta a bloccare qualsiasi decisione in sede Onu.