TMNews, 10 ott 11 –

Dopo la tappa del fine settimana a Belgrado, Robert Cooper, mediatore Ue del dialogo tra Serbia e Kosovo, è oggi a Pristina per proseguire il tentativo di rilancio dei negoziati, bloccato da parte serba a causa della crisi in corso nel Nord del Kosovo: solo una volta risolto questo aspetto per Belgrado può riprendere, infatti, la normale e già prefissata agenda delle trattative. Per Pristina, invece, l’assunzione del controllo dei due valichi al confine settentrionale con la Serbia – all’origine della protesta dei serbi del Nord, rimasti fedeli a Belgrado – è legittimo e la questione dei gates 1 e 31 è chiusa. Edita Tahiri, capo del team negoziale kosovaro con Belgrado, incontrerà in giornata il diplomatico Ue, ma ha già annunciato, secondo quanto riferiscono i media locali, che “da Bruxelles è stato suggerito di tenere la prossima tornata di colloqui con Belgrado il 14 ottobre”. Fermo restando che Pristina “si riserva di decidere solo dopo l’incontro con Cooper e solo dopo aver ottenuto conferma che il prossimo round negoziale sarà di esclusiva natura tecnica”, ha riferito Tahiri, determinata a che la discussione non straripi i temi di energia e telecomunicazione, come da programma. Il capo negoziatore serbo, Borislav Stefanovic, aveva invece già ribadito dopo l’incontro con Cooper, venerdì scorso, che “il dialogo riprenderà solo dopo la soluzione dei problemi di attraversamento del confine amministrativo”, pur annunciando che “una soluzione è vicina”. Lo stop al dialogo con Pristina influenza negativamente le ambizioni europee di Belgrado, che mercoledì 12 ottobre attende il parere della Commissione circa l’ottenimento dello status ufficiale di Paese candidato UE.