di Enrico Oliari –

Al decimo tentativo con regia Chaterine Ashton è stato firmato l’accordo fra la Serbia, rappresentata dal premier Ivica Dacic, ed il Kosovo, per il quale era presente a Bruxelles il Primo ministro Hashim Thaci, per cui sono state superate le difficoltà inerenti le cittadine kosovare a etnia serba per le quali Belgrado chiedeva speciali autonomie.

Dacic, intervenendo a margine dell’incontro, ha spiegato che si è trattato di “una decisione difficile, che influenzerà il futuro”, ma che “tutte le richieste della Serbia sono state accettate, per quanto riguarda la polizia, la giustizia, la salute, l’istruzione, ed è stata rimossa la parte relativa al nulla osta all’adesione del Kosovo alle organizzazioni internazionali”.

Per Thaci “l’accordo che è stato firmato oggi tra due stati rappresenta de jure il riconoscimento del Kosovo da parte della Serbia” e “garantisce la sovranità e l’integrità territoriale del Kosovo”. Ha auspicato quindi che i paesi che ancora non hanno riconosciuto il proprio stato come nazione sovrana, lo facciano quanto prima.

Unanime dall’Unione europea la soddisfazione: per il presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso, che ha applaudito alla conclusione positiva della difficile trattativa fra Serbia e Kosovo, i premier dei due Paesi hanno mostrato “impegno, coraggio e visione”. Si è inoltre congratulato con il capo della diplomazia Ue, Chaterine Ashton, per “gli sforzi instancabili” nella sua veste di mediatrice. “Sono fiducioso – ha aggiunto Barroso – che l’accordo raggiunto dalle due parti preparerà il terreno perché il Consiglio Ue prenda decisioni sui prossimi passi nel percorso europeo di Serbia e Kosovo”, dal momento che i cittadini della regione “vogliono andare avanti e far diventare la prospettiva europea una realtà: è cruciale per la stabilità, la sicurezza e la prosperità dell’Europa sud orientale e dell’Unione europea nel suo complesso”.

Anche la protagonista dell’accordo, Catherine Ashton, che uscendo dalla sede dell’European External Action Service aveva dichiarato con soddisfazione che “i negoziati si sono conclusi, il testo è stato siglato da entrambe le parti”, si è congratulata “per la determinazione dimostrata in questi mesi e per il coraggio che hanno avuto” i leader di Pristina e Belgrado, Hashim Thaci e Ivica Dacic.

Anche il Segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, si è detto “felice” per la conclusione dello “storico accordo”: “Mi congratulo – ha affermato – con tutte le parti per il loro approccio costruttivo al fine di trovare una soluzione duratura: la Nato ed in particolare la Kfor è pronta a sostenere l’attuazione di questo accordo al meglio delle nostre capacità nell’ambito del nostro attuale mandato”. Ha poi aggiunto di essere “fiducioso che questo accordo rappresenterà un grande passo in avanti per la pace e la sicurezza regionali e darò un nuovo slancio all’integrazione euroatlantica dei Balcani occidentali, secondo la nostra visione condivisa”.

I serbi del Kosovo hanno comunque annunciato l’intenzione di voler procedere ad una raccolta di firme per arrivare ad un referendum inter-serbo con il quale avere un pronunciamento popolare sull’accordo, ovvero che il Kosovo continui ad essere una regione parte della Serbia: “Il popolo serbo e i cittadini della Serbia  – si legge in una nota dei promotori dell’iniziativa – sono uniti nel sostenere la sovranità, e contro la loro volontà nessuno ha diritto di firmare accordi e altri atti relativi alla dirigenza di uno stato non riconosciuto… sul territorio della Serbia”.