di Guido Keller –
Momenti di tensione a Bruxelles, dove gli allevatori e la polizia si sono scontrati davanti al Parlamento europeo. In 4mila dei vari settori caseario-lattiero, delle carni e dei prodotti agricoli sono giunti con decine di trattori che hanno intasato il quartiere Europeo per protestare contro una realtà che continua a vedere i loro margini ridursi nonostante i prezzi al consumatore rimangano alti: nel caos sono volate bottiglie e sono stati incendiati pneumatici e balle di fieno, una rabbia tenuta a stento a freno dagli agenti belgi che sono ricorsi a gas lacrimogeni e idranti.
La manifestazione è stata organizzata lo stesso giorno della seduta straordinaria del Consiglio Agricoltura dell’Ue, indetta proprio per sostenere il comparto con lo stanziamento straordinario di 500 milioni di euro presi dal bilancio della Politica agricola comune, ma verso le ore 15.00, a manifestazione ufficialmente terminata, un migliaio di giovani agricoltori hanno dato inizio al lancio di bottiglie ed alle azioni di forza, senza tuttavia tentare di sfondare i cordoni degli agenti in equipaggiamento antisommossa.
La protesta è stata organizzata dalle numerose sigle che si riconoscono nel Copa-Cogeca: oggi solo il 30% del prezzo del formaggio va a chi lo produce, mentre il margine del latte è addirittura del 20%.
Per il Copa-Cogeca ad incidere sulla crisi del settore vi sono le contro-sanzioni della Russia, una risposta a quelle dell’Unione Europea per la crisi ucraina che si è tradotta con un serio danno all’intero settore, compreso quello italiano.
In realtà le istanze degli agricoltori non sono omogenee, bensì si diversificano a seconda delle sigle di categoria, con chi chiede, ad esempio, la proroga delle quote latte e chi invece ne vorrebbe l’abolizione. Un cartello italiano invitava i consumatori ad acquistare i prodotti locali per mantenere la produzione nazionale.
Migliaia di agricoltori aderenti alla Coldiretti hanno invece manifestato al valico del Brennero ed hanno presidiato l’entrata per controllare i camion che portano latte e carne senza etichetta che poi si trasformano in made in Italy. Decine di camion sono stati segnalati in quanto provenienti dalla Slovenia e dalla Germania con carne e latte senza indicazione del luogo di origine.
Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti, ha affermato che “Siamo qui per fermare i traffici di un’Europa che chiude le frontiere ai profughi e le spalanca alle schifezze”. Ha quindi spiegato che dall’inizio della crisi sono state chiuse in Italia oltre 60 fattorie e stalle al giorno, cioè oltre 172 mila aziende “con effetti drammatici sull’economia, sulla sicurezza alimentare e sul presidio ambientale”.

