di Giancarlo Pappagallo

Il banchiere britannico Nigel Cowie, che ha vissuto e lavorato per circa vent’anni in Corea del Nord, ha costituito nel 2006 una società finanziaria, la DCB Finance Limited, per conto del regime nordcoreano, allo scopo di favorire la vendita illegale di armi a livello internazionale e così finanziare gli aggressivi programmi militari del paese. E’ quanto emerso in questi giorni a seguito della pubblicazione dei Panama Papers.

Il banchiere britannico si era trasferito in Corea del Nord nel 1995, quando Kim Jong-il era ancora al potere, per dirigere la banca nordcoreana Daedong Credit Bank. Nel 2006 ha poi costituito la DCB Finance Limited, con sede legale alle Virgin Islands, insieme al funzionario nordcoreano Kim Chol-sam, usufruendo dei servizi di consulenza dello studio legale e tributario panamense Mossack Fonseca. In quegli stessi mesi la Corea del Nord subiva le sanzioni USA per il lancio di sette missili balistici ed effettuava il suo primo test nucleare sotterraneo, in conseguenza del quale le Nazioni Unite imposero il congelamento dei beni nordcoreani all’estero e ingenti limitazioni commerciali al paese.

Nel 2013 gli Stati Uniti hanno imposto pesanti restrizioni alla Daedong Bank e alla DCB Finance Limited. In tale occasione si accusavano la banca e la società di fornire “servizi finanziari” alle società nordcoreane “Korea Mining Development Corporation” e “Tanchon Commercial”, responsabili di vendere armi per finanziare il programma nucleare e missilistico del regime di Pyongyang.

Il dipartimento del Tesoro americano sostiene che, almeno dal 2006, la Daedong Credit Bank avrebbe utilizzato la DCB Finance Limited per effettuare transazioni finanziarie internazionali e sfuggire ai controlli e alle restrizioni della comunità internazionale.

Dai Panama Papers emerge chiaramente che lo studio Mossack Fonseca non potesse non conoscere i diretti legami tra la costituenda società DCB Finance Limited e il regime nordcoreano visto che lo stesso Cowie, nell’atto di costituzione della società, avrebbe dichiarato di essere residente nella città di Pyongyang, e che uno dei due soci era di cittadinanza nordcoreana. Solo nel 2010, a seguito di specifiche richieste avanzate dalle autorità di controllo finanziario delle Virgin Islands, lo studio Mossack Fonseca ha sciolto il legame professionale con la DCB Finance Limited. L’anno successivo Cowie ha ceduto le suo quote della DCB Finance ad un consorzio cinese.