Notizie Geopolitiche –
Nel momento in cui a Washington si svolge la conferenza sulla sicurezza nucleare, la Corea del Nord ha lanciato ancora una volta un missile balistico dalla regione orientale di Sondok verso il mar Cinese Meridionale.
Lo ha annunciato il ministero della Difesa di Seul, senza tuttavia specificare il raggio e la traiettoria del vettore: potrebbe trattarsi di un missile a corto raggio, un genere normalmente tollerato dalla comunità internazionale.
Dal vertice di Washington il presidente Usa Barak Obama ha ribadito la necessità “di attuare in modo vigile le forti misure di sicurezza Onu” imposte alla Corea del Nord dopo i recenti lanci di missili a medio raggio, ma la risposta di Pyongyang attraverso i media è stata quella di non riconoscere il vertice e di considerare un tentativo “privo di senso” quello incolpare la Corea del Nord per “l’uso legittimo di armi nucleari”.
Incontrando il collega cinese Xi Jinping, Obama ha parlato di “come possiamo scoraggiare iniziative come i test di missili nucleari che aumentano le tensioni e violano gli obblighi internazionali”, trovando la porta aperta di Pechino, dove si è ormai esausti per le continue sfide dell’alleato nordcoreano.
Per il presidente cinese è fondamentale che vengano attuate “pienamente e rigorosamente” le nuove sanzioni contro la Corea del Nord.
Il 2 marzo il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha introdotto nuove sanzioni per Pyongyang, e di recente il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha affermato che la Cina non potrà mai accettare una Corea del Nord impegnata a realizzare i suoi programmi atomici e missilistici.
Sono invece in corso le manovre congiunte Usa-Corea del Sud note con i nomi Key Resolve e Foal Eagle, le quali proseguiranno fino al 30 aprile e vedono coinvolti 17mila soldati statunitensi e quasi 300mila sudcoreani: tali iniziative tradizionalmente innervosiscono Pyongyang, ma l’atteggiamento aggressivo del regime di Kim Jong-un ha anche lo scopo di giustificare le ingenti spese militari ad un popolo che in diverse aree ha ancora a che fare con il dramma della fame e della povertà.

