di Bessem Ben Dhaou –
Il conflitto siriano è entrato nel suo terzo anno ed è raddoppiato il numero dei profughi, degli orfani e delle vittime. E’ come un incubo, poiché tutto accade nell’immobilismo dell’opinione pubblica mondiale, senza che vi sia un’azione per porre fine alla crisi e riportare il sorriso sui volti dei bambini sfollati. Secondo i dati delle Nazioni Unite, in passato raramente si è vista l’incapacità delle potenze della Terra ed anche delle associazioni di soccorso di intervenire, al punto che Anthony Lake, direttore esecutivo delle Nazioni Unite, ha dichiarato che “dobbiamo condividere la vergogna: la comunità internazionale ha fallito nella sua responsabilità verso il bambino siriano”.
Il figlio di Sham è solo di fronte alla paura, senza fissa dimora, immerso nella guerra, ed ecco che oggi si trova ad affrontare il timore delle armi chimiche, ovvero che si spengano il respiro puro e il sorriso innocente, ovvero che si concludano i sogni e le avventure dei bambini.

