di Enrico Oliari –

La Nato ha chiesto alla Francia di non vendere alla Russia le due navi da guerra Mistral, di cui una, la Vladivostok, praticamente pronta e con già i 400 marinai russi a bordo, e l’altra, la Sebastopol, in costruzione, per un calore complessivo di 1,2 miliardi di euro.

Il contratto tra Francia e Russia è stato negoziato a partire dal 2008 ed è stato sottoscritto nel giugno 2011 sotto la presidenza di Nicolas Sarkozy. Della costruzione se ne è occupata la società Dcns, un grande gruppo industriale francese a partecipazione statale specializzato nella costruzione di sistemi di difesa navali. Il contratto ha previsto anche l’istallazione di vari sistemi tecnologici per un valore di 220 milioni di euro e la formazione degli equipaggi russi.

Il ministero della Difesa di Mosca, affermando che la Marina russa “se la caverà tranquillamente” anche senza le due navi e che “La portaerei non rappresenta un elemento indispensabile per lo sviluppo della nostra flotta militare”, ha fatto sapere che la Francia sarà ora tenuta a pagare le penali per le mancate consegne, denaro che, come ha detto il viceministro della Difesa, Yuri Borisov, “Mosca saprà spendere in modo più efficace”.

Borisov ha comunque voluto precisare che, per il momento, non è intenzione della Russia citare in giudizio il governo francese (cosa in cui avrebbe gioco facile), bensì si atterrà al contratto; “E’ la Francia che ora deve gestire il problema – ha dichiarato in un’intervista tv – incluso il risarcimento dell’anticipo”.

Le penali rappresentano una vera e propria stangata per i bilanci della Francia, in quanto ora Mosca chiederà il miliardo dato in anticipo e due miliardi di penale. La naturale scadenza dei pagamenti per l’acquisto delle due navi era prevista per il febbraio 2015.