di Giuseppe Iannello –

L’ex presidente cerca di buttarsi alle spalle la caduta del 2012 e pensa ad un nuovo modo per riprendersi i suoi elettori e la Francia. Rinnovare l’UMP. Chi aveva buttato un occhio alle municipali 2014 aveva intuito che qualcosa stava cambiando.

L’UMP, l’unione per un movimento popolare non aveva raggiunto risultati favorevoli, tant’è che per questo motivo, seguito poi dallo scandalo dei finanziamenti per l’elezione presidenziali 2012, il presidente del partito Francois Copélo lo scorso giugno fu costretto a presentare le dimissioni, lasciando l’UMP in mano ad una direzione collegiale ad interim. Al contrario, Marine le Pen, figlia di Jean-Marie, con il partito d’estrema destra Fronte nazionale, era riuscita ad accaparrarsi molti seguaci vincendo in ben 12 città ed eleggendo ben 1546 consiglieri comunali. “Il popolo Francese è stanco e non si sente più rappresentato, perciò si affida ai partiti estremisti” questa fu la risposta a caldo data da alcuni elettori all’uscita dei seggi. In qualche modo, simile alla situazione politica italiana.

Nell’UMP, partito di centro destra, il nome di Nicolas Sarkozy stava piano piano rispuntando, poiché sarebbe stato l’unico in grado di vincere la partita e riprendersi gli elettori sfiduciati. Ribattezzato presto dalla stampa francese come l’uomo della provvidenza chiamato dal popolo per salvare la Francia divenendo il grande favorito per il 2017. Ora la partita del centro destra si gioca tra l’ex presidente Nicolas e Juppé, sindaco di Bordeaux nonché ex primo ministro tra il 1995 e 1997.

In una vecchia intervista, il sindaco, teneva a precisare che sarebbe sceso in campo qualora Sarkozy sarebbe stato pronto a rifiutare la candidatura. Qualcosa però è cambiato, forse il suo ritorno è plebiscito per i simpatizzanti UMP ma non lo è per alcuni dirigenti del partito.

Anche la stampa, dopo la notizia del suo ritorno, non si è lasciata sfuggire numerose critiche. La ri-scesa sembra allora dura, una corsa intorno ad ostacoli e avversità sempre più grandi. Sarkò cerca di buttarsi alle spalle le vecchie vicende giudiziarie, i 7 filoni d’inchiesta che, ad oggi, lo vedono sempre prosciolto, le accuse legate alla campagna elettorale di due anni e mezzo fa, la vicenda dei 45 elicotteri, frutto di contratti da 2 miliardi di euro firmati nel 2010 tra Francia e Kazakistan, in cui sarebbero state pagate tangenti. Fino all’ultima spiacente situazione che vede il giornale di destra “Valeurs actuelle” sotto i riflettori poiché la testata, schierata a favore di Nicolas

Sarkozy, avrebbe spiato 2 giornalisti del quotidiano francese Le Monde che indagavano sullo stesso. Nicolas forse non si ricorda le ragione della sua perdita nel 2012: nervosismo eccessivo e mancanza d’onestà. Problemi per lui, a quanto pare, non ancora superati.

Ritornare in campo, l’ascesa verso il 2017.

Il primo Step sta dunque nel riprendersi la Francia e i Francesi, suoi elettori e non. Sarkozy decide allora di cambiare tutto. Punta a rinnovare il team di collaboratori, il partito e le idee per non inciampare di nuovo negli errori commessi nel 2012. In preda al suo ritorno il 19 settembre aveva promesso di lavorare al raggruppamento delle forze e alla sua volontà di calmare le tensioni interne. Dopo solo un mese ha però cambiato strategia ritrovando le vecchie idee di destra delle scorse elezioni. Ha assicurato nel meeting di Toulon di non volere più “una destra molle ma al contrario,

una destra forte, sociale.”. Inizia così il suo tour tra la gente, nelle città, nelle arene mediateche e nei salotti che contano per definire la sua ascesa verso l’Eliseo. Tappe significativa è stata Tolosa, la città Rosa, seduto sulla sua poltrona nella sala Jean-Mermoz gremita di pubblico. Luci soffuse, ambiente amichevole, vicino a lui il sindaco UMP Jean-luc Moudenc, seduto come a casa a ricevere e rispondere a domande di varia natura. Nell’incontro ha detto di voler ristabilire l’ordine e la sicurezza, lanciando anche un appello a boicottare il trattato di Schengen sulla libera circolazione di persone in Europa dicendo: “ Noi non applicheremo più le disposizioni di questo trattato fino a quando non ne verrà negoziato un altro” appello però già sentito nel 2012. Mercoledì 29 ottobre invece sarà a pranzo con degli amici goullisti dell’assemblea generale dove rimetterà al cuore del dibattito dei temi fondatori del Goullismo (seguaci delle idee di Charles de Gaulle): idee di nazione, di difesa e indipendenza nazionale. Si dice anche pronto ad organizzare dei referendum a ridosso delle legislative 2017 ad esempio per ridurre i numeri dei parlamentari. Dunque sta tentando in tutti i modi di riconquistare il consenso popolare anche grazie a uscite poco istituzionali, ad esempio facendo notare di apprezzare molto la squadra di calcio della città di Marsiglia.

Alcuni giornalisti fanno sapere che tutto questo lavoro è praticamente invano poiché un importante maggioranza di elettori francesi non possono pensare di vedere sugli schermi ancora per 5 anni gli stessi leader, a differenza di molti che però, al contrario, pensano che a giocarsi la partita nel 2017 sarebbero proprio l’ex presidente Sarkozy, il sindaco Juppé e Marine Le Pen. I primi, che prima si daranno battaglia nelle primarie dell’UMP, sarebbero pronti a presentare un programma non molto diverso tra di loro, puntando ad attirare i centristi ed una parte di elettori di sinistra. Il sindaco Juppé, al contrario di Sarkò, ha l’immagine di un uomo di principi che non esita nemmeno ad applicarli, ma la brutta figura fatta con la riforma delle pensioni del 1995 resta ancora nella memoria di molti.

Ora bisogna accaparrarsi la presidenza del partito poiché il vincitore della presidenza dell’UMP del 29 novembre sarà sicuramente anche il candidato alle presidenziali francesi. Un sondaggio Odoxa, oggi, porta in vantaggio Sarkozy con un 73% contro gli altri 2 candidati. “Una volta eletto presidente Ump,raggrupperò la mia famiglia politica sulla base di una nuova offerta, con un

partito riformato. Si aprirà una nuova sequenza, ci saranno posti per tutti, ve lo prometto” fa sapere Sarkozy in un incontro con i sindaci dell’Ump, un’iniziativa, quella di rinnovamento, che spera arriverà al cuore dei francesi. Il 22 novembre il suo tour approderà a Bordeaux, terra e casa di Juppé che dice accoglierà amichevolmente il suo rivale e pertanto accetta l’invito a partecipare alla manifestazione.

Possiamo dire che dei risultati positivi già si possono vedere, infatti con i suoi ben 990 amici è, ad oggi, il personaggio politico francese più seguito su Facebook, al contrario dell’attuale presidente Hollande che di amici ne ha solo 508. “In un solo giorno”, dice “ho preso più nuovi amici che il totale di Juppé e Fillon riuniti”. E chissà se questo è frutto della sua nuova politica di ri-scesa in campo o soltanto frutto di nostalgici, increduli e giornalisti incuriositi dai suoi spostamenti?

Comunque la strada da fare resta ancora tanta, il 2017, per alcuni francesi, resta ancora una partita da giocare.