di Emanuele Pompei –
Alla vigilia della sua ultima vittoria elettorale, Vladimir Putin ha annunciato un imponente progetto di riarmo e ammodernamento delle forza di difesa Russa, Per effettuare tale riarmo saranno destinati oltre ai finanziamenti standard, un incremento di 766 miliardi di dollari distribuiti in due lustri.
Quest’incremento, oltre all’acquisizione di 600 aerei, 1000 elicotteri e 17.000 veicoli, porterà anche alla costruzione, nell’arco dei dieci anni, di 400 nuovi missili balistici, tra cui gli ISKANDER M (SS-26) destinati ad equipaggiare 10 brigate missilistiche ed a quella dei nuovissimi “BULAVA” (SS-N-30) versione navale dell’SS-27, la cui operatività è stata dichiarata lo scorso dicembre, mentre la produzione in serie aveva il via a fine giugno, a ridosso praticamente dell’ultimo lancio di prova. Proprio questi ultimi andranno a costituire l’armamento degli 8 SSBN “sottomarini lanciamissili balistici” che verranno, dopo le prove in mare, destinati alla marina; quest’ultima ha dichirato l’intenzione di tornare ad eseguire regolari pattugliamenti già verso la fine di quest’anno, probabilmente il riferimento va proprio agli 8 battelli classe Borej, di cui la marina Russa attende l’entrata in servizio dal 2009, ma che per problemi vari è stata fin’ora posticipata.
Sempre rimanendo in tema d’armamento nucleare destinato ai sommergibili, vi è da diverso tempo il sospetto “sempre più fondato” che Israele stia riarmando i propri sommergibili U-212 “ricevuti recentemente dalla Germania” e rinominati in loco Classe DOLPHIN, con armamento nucleare: le importanti “modifiche” che gli israeliani stanno espletando sui propri sommergibili vertono in particolare su 2 dei 4 lanciasiluri e sono ritenute dagli analisti e dagli esperti come sospette, poiché 2 tubi lanciasiluti sono mantenuti in calibro standard da 533 mm, mentre gli altri 2 vengono maggiorati a 650 mm e destinati al lancio di missili da crociera a cambiamento di stato. Si parla così di una variante “dedicata” del noto missile aviolanciato Popeye (AGM-142), il quale è largamente accreditato d’esser capace di poter trasportare una testata nucleare.
La conferma di ciò sarà difficile poiché Israele si rifiuta di firmare il Trattato di non Proliferazione Nucleare e di sottoporsi alle ispezioni dell’agenzia internazionale per l’energia atomica.

