di Giuliano Bifolchi –
La rapida avanzata delle truppe di Islamic State of Iraq and the Sham (ISIS, o ISIL) e dei suoi alleati verso la periferia di Samarra, e la rapida conquista di diverse città nell’orientale Diyala nei giorni scorsi, mostrano la volontà da parte delle forze jihadiste di circondare la capitale per poi sferrare l’assedio finale, strategia utilizzata già dai predecessori di ISIL nel 2006.
Otto anni fa il piano di accerchiamento della capitale ideato da Islamic State of Iraq (ISI), predecessore di ISIL, era stato scoperto dalle forze statunitensi dopo l’uccisione di Abu Musah al-Zarqawi, leader di al-Qaeda in Iraq, ed aveva permesso alle forze internazionali di effettuare una controffensiva ai danni jihadisti nel biennio 2007-2008. Il piano di Zarqawi consisteva nel prendere il controllo delle province vicine a Baghdad, o le aree territoriali circostanti la capitale, per usarle come una “cintura” di controllo degli accessi alla città con l’intento di bloccarne l’afflusso di equipaggiamento militare e di colpire le linee aeree degli elicotteri Usa passanti per Baghdad grazie ad opportune cellule dotate di armi anti-aerei.
La strategia divideva quindi la “cintura” in cinque aree:
– area meridionale: includeva la provincia settentrionale di Babil e quella meridionale di Diyala;
– area occidentale: includeva la provincia orientale di Anbar ed il territorio di Thar Thar;
– area settentrionale: includeva la provincia di Salahaddin e città importanti dal punto di vista strategico come ad esempio Taji;
– area di Diyala: includeva Baqubah e Khalis;
– area orientale: includeva i territori rurali ad est di Baghdag.
Secondo quanto riportato dai servizi di Intelligence statunitensi, se si analizza la strategia attuale utilizzata da ISIL è possibile vedere come il vecchio piano di accerchiamento di ISI è stato implementato; molto probabilmente tale azione strategica è dovuta all’operato di Nasser al-din Allah Abu Suleiman, attuale “ministro della guerra” di ISIS il quale era a capo di al-Qaeda in Iraq proprio nel 2006.
La volontà di ISIS di sferrare il colpo finale al governo iracheno è oramai una realtà; con l’obiettivo di aumentare i valori sul campo continua la campagna mediatica del gruppo jihadista che esorta i fedeli musulmani alla Guerra Santa. Proprio in questi giorni è stato pubblicato da al-Hayat Media Center il nuovo video di ISIS dal titolo “Haya alal Jihad” che chiama alla jihad i fratelli musulmani.

