di Enrico Oliari –
Ankara potrebbe arrivare ad un risarcimento per il Su-24 russo abbattuto il 24 novembre scorso al confine tra la Turchia e la Siria.
Lo ha reso noto oggi il premier turco Binali Yildirim, il quale ha specificato alla Trt che “Noi abbiamo avanzato l’idea che, se necessario, noi siamo pronti a versare delle compensazioni”.
L’aereo, impegnato nel bombardamento di posizioni dell’Isis nell’area a nord di Latakia, era stato abbattuto da due F-16 turchi dopo che i piloti – stando alla versione di Ankara – avevano più volte avvertito dello sforamento dello spazio aereo.
Diversa la versione di Mosca, per cui non vi sarebbe stato nessuno sforamento, e comunque l’aereo era poi caduto sulle montagne turcomanne, in territorio siriano, segno che se anche fosse stato nello spazio aereo turco, avrebbe avuto come direzione la Siria. I due piloti si erano catapultati e si erano salvati, ma uno era stato fatto prigioniero da una fazione armata turcomanna.
Dura ed immediata era stata la reazione del presidente russo Vladimir Putin, il quale aveva parlato di “Un colpo di pugnale alle spalle sferrato dai complici dei terroristi”, ha affermato Putin, per cui “Noi analizzeremo in dettaglio quello che è successo, questo avvenimento tragico avrà delle conseguenze serie sulle relazioni fra Russia e Turchia”. Anche perchè “I nostri piloti e il nostro aereo non hanno minacciato in alcun caso la Turchia” e il velivolo “è caduto in Siria, a 4 chilometri dalla frontiera con la Turchia”.
E così erano stati interrotti i rapporti commerciali come pure i grandi progetti energetici, dalla costruzione di gasdotti a quella di una centrale termonucleare.
Il proposito di oggi di Ankara è quindi quello di arrivare ad una normalizzazione delle relazioni, per quanto proprio in tema di Siria gli interessi rimangano opposti, con la Turchia che ha sostenuto e sostiene le opposizioni (anche jihadiste) a Bashar al-Assad, mentre la Russia combatte dalla parte del presidente siriano.

