Ansa, 8 dic 11 –
Una decisione finale sulla costruzione della mega-diga di Xayaburi sul fiume Mekong è stata rinviata oggi dopo che una commissione ministeriale dei quattro Paesi interessati (Laos, Thailandia, Cambogia e Vietnam) ha approvato la richiesta di nuovi studi per valutare l’impatto ambientale dell’impianto da 3,8 miliardi di dollari. “C’è bisogno di ulteriori ricerche sulla sostenibilità e la gestione del Mekong, compreso l’impatto dei progetti idroelettrici”, ha stabilito la Mekong River Commission dopo una riunione a Siem Reap (Cambogia), affidando ad esperti giapponese la responsabilità di condurre i nuovi studi. Il verdetto, non vincolante, è stato accolto con sollievo dagli attivisti che da tempo si oppongono al progetto per le temute conseguenze sulla portata del corso d’acqua che taglia in due il Sud-est asiatico, come l’estinzione di decine di specie ittiche e la perdita di fertilità del suolo in un bacino abitato da 60 milioni di persone. L’impianto di Xayaburi è il primo degli 11 che il Laos intende costruire lungo il Mekong, che sfocia in Vietnam dopo aver attraversato Thailandia e Cambogia (e più a valle la Cina – dove è già frenato da quattro dighe). Il piccolo Stato comunista da 6 milioni di abitanti, senza accesso al mare e con un reddito pro capite di tre dollari al giorno, punta sull’idroelettrico per diventare la “batteria” energetica di una regione dove il fabbisogno di energia elettrica crescerà del 6-7 per cento all’anno da qui al 2025. Sulla questione, i Paesi della regione hanno interessi contrastanti. Mentre in Thailandia – che acquisterebbe la gran parte dei 1.260 megawatt prodotti dalla diga, ai cui lavori partecipa una delle principali società nazionali di costruzioni – la popolazione delle zone interessate ha protestato a Bangkok, il Vietnam ha chiesto al Laos una moratoria di dieci anni.

