di Michele Soliani –

A Londra per comprare una casa, a costo medio, ci vogliono un milione di sterline. È questo il dato che riferisce il sito Righmove che ha anche evidenziato un aumento del costo degli immobili di oltre il 10% tra l’8 settembre e il 12 ottobre. Il dato si riferisce a quartieri centrali ma evidenzia come il paese anglosassone sia interessato da una bolla speculativa immobiliare simile a quella che ha interessato il resto del mondo prima della crisi economica.

Non è solamente la capitale britannica interessata a questo fenomeno visto che anche il nord dell’Inghilterra è interessato dai balzi del mercato immobiliare. Città quali Manchester e Newcastle hanno registrato un incremento nei prezzi tra il 10% e l’8%, dati che comunque non possono reggere l’aumento annuo del 74% del Sud Inghilterra.

Simili rialzi dimostrano che la ripresa dell’economia britannica si va consolidando andando quindi ad incidere sul valore delle case. Il rischio, come già preannunciato, è che possa esserci una bolla speculativa. Sotto accusa il Governo Cameron che ha contribuito a creare lo schema del «Help to buy»; questo consiste nel dare un mutuo agevolato a tutti coloro che acquistano una prima casa. Il governo è comunque intervenuto dando nuovi poteri alla Banca d’Inghilterra per arginare questo fenomeno ma ormai con troppo ritardo.

Il dato che fa riflettere è quello che riguarda anche la popolazione lavoratrice presente nella città; ovvero i posti di lavoro presenti nella City. Londra dà lavoro solamente a 255mila persone, un dato inferiore alle 354mila del 2007. Le offerte di lavoro sono calate visto che a oggi corrispondono a 27mila posti di lavoro rispetto ai 120mila del 2008. I dati quindi dimostrano come gli alloggi nella capitale britannica non vengono acquistati solamente da inglesi che lavorano nella City.

Financial Times e la società immobiliare Savills, in uno studio congiunto, hanno evidenziato anche una crescente iniezione di denaro liquido, segno che ad acquistare le case sono anche molti stranieri a cui si aggiungono gli stessi inglesi che hanno iniziato ad apprezzare il valore del «mattone». La riscoperta di questa forma di investimento è anche suffragata dalla possibilità di ottenere capitali mediante affitti.