di Raffaele Luongo

L’anno appena trascorso è stato molto importante per il settore estrattivo italiano: l’ENI ha scoperto il più grande giacimento a gas del Mediterraneo, nell’off-shore egiziano del blocco Shorouk, dove l’impresa italiana ha rinvenuto un potenziale estrattivo di 850 miliardi di metri cubi di gas. La scoperta è avvenuta attraverso la trivellazione del pozzo Zohr 1X ed è di pochi giorni la notizia che è stato aperto e testato il pozzo Zohr 5X. Si prevede che quest’ultimo, a pieno regime, possa produrre fino a 7 milioni di metri cubi di gas al giorno, ossia 46.000 barili. Dalle informazioni rese note il giacimento supergiant si estende per c.a. 100 km2 e vanta un valore commerciale del prodotto quantificabile in 5,5 miliardi di barili. In questo momento il personale ENI sta continuando a lavorare per aprire un sesto pozzo e per potenziare la capacità di sfruttamento del giacimento.

L’ambasciatore egiziano a Roma Amr Helmy parlando alla stampa ha sottolineato l’importanza del nuovo rinvenimento, destinato a cambiare gli equilibri nel Mediterraneo orientale. Adesso l’Egitto diventerà un grande esportatore e vede assicurata per se stesso una produzione che gli assicurerà un’indipendenza energetica per decenni e decenni.

L’enorme afflusso che si prevede per le casse egiziane rappresenterà una forte spinta per lo sviluppo nazionale, donerà la ricchezza necessaria allo sviluppo del sistema paese e farà da volano anche per altri settori dell’economia adiacenti. Per Claudio Descalzi, amministratore delegato ENI, questa è una grande opportunità per il paese e per le sue relazioni con gli altri attori dell’area: “Si potrà creare un hub con Israele, con Cipro e, in futuro, anche con la Libia. Questa potrà essere una delle soluzioni per la sicurezza energetica europea. Questi paesi hanno bisogno l’uno dell’altro. Possono condividere strutture e lavorare insieme…”.