di Guido Keller –
Via libera dall’Eurogruppo alla seconda tranche di aiuti alla Grecia, 10,3 miliardi di euro che arriveranno in più rate, di cui la prima da 7,5 miliardi a giungo per pagare le scadenze con la Bce di luglio e parte degli arretrati che Atene ha accumulato da ottobre.
La cosa tuttavia più rilevante che è arrivata dalle 11 ore di riunione a Bruxelles è il via libera alla sospirata ristrutturazione del debito, come richiesto dal Fondo monetario internazionale e, ovviamente, dal premier greco Alexis Tsipras.
In aprile era stato il danese Poul Thomsen, capo dell’ufficio europeo del Fmi, a fare pressioni sulla Germania, la più reticente alla ristrutturazione del debito, ad affermare che “La signora Merkel dovrebbe porsi una domanda, dovrebbe riflettere su cosa è più costoso: andare avanti senza Fmi? Cosa farebbe il Bundenstag? O forse sarebbe meglio scegliere la riduzione del debito per Atene per tenerci al tavolo?”.
Ed oggi, a giochi fatti e comunque dopo aver preteso dall’Eurogruppo un impegno serio e concreto sull’alleggerimento del debito greco in vista della terza fase del programma di assistenza alla disastrata economia di Atene, Thomson ha affermato che “Questo pacchetto mette il consolidamento greco su basi solide, abbiamo fatto tanto, il compromesso è stato faticoso per tutti”.
“Sono felice di annunciare che con questo accordo il Fmi potrà raccomandare al suo board di partecipare al programma greco entro fine anno”, ha affermato il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, e nella nota di fine riunione si legge che “L’Eurogruppo si è accordato su un pacchetto di misure che saranno immesse progressivamente, necessarie per raggiungere i target sulle necessità di finanziamento”. Per prima cosa verranno riadattate le scadenze e rivalutati i rischi dei tassi d’interesse, con misure che verranno stabilite dall’Esm (European Stability Mechanism) “con la massima priorità”.

