di Guido Keller –
Fumata bianca all’Eurogruppo, dove la Grecia è riuscita a far arrivare proposte che, seppure con le dovute prudenze, sono piaciute. E sono piaciute anche ai mercati, che hanno risposto con il volo della borsa di Atene (+10%) e con il calo dello spread sul Bund tedesco sotto gli 800 punti.
Le misure, che necessiteranno comunque dei via libera dei Parlamenti nazionali, permettono l’estensione di quattro mesi del prestito della “Troika” (Ue, Bce, Fmi), che continua ad esistere nonostante il termine sia stato cassato dai documenti su richiesta della Grecia.
Distribuite su 14 punti e comunque senza entrare in antitesi con il programma elettorale di Syriza, il partito del premier, le misure prevedono la lotta accanita all’evasione fiscale, male che in Grecia interessa la metà della popolazione, come pure al contrabbando ed ai traffici illeciti: si tratta di un’operazione che nei propositi dovrebbe portare alle casse dello stato 7 miliardi di euro.
Verrà ritoccata l’Iva, sempre che non comporti un “impatto negativo sulla giustizia sociale” ed eviti “sconti ingiustificati”; inoltre vi sarà una patrimoniale, ovvero un impegno perché “tutte le aree della società, specialmente quelle benestanti, contribuiscano equamente” alla spesa; ma anche le pensioni e i benefit degli statali.
La Grecia inoltre si è impegnata “a non ritirare le privatizzazioni già completate e a rispettare, in base alla legge, quelle per cui è stato lanciato il bando”, ma “rivedrà quelle non ancora lanciate puntando a migliorare i benefici a lungo termine per il Governo”. Quindi non “svendite”, come nel caso del porto del Pireo ai cinesi.
Vi sarà la consultazione delle parti sociali per sostenere i disoccupati ed un aumento della concorrenza nei servizi, come pure riforme nel sistema giudiziario e la garanzia del’indipendenza istituzionale e funzionale dell’Elstat, l’organismo statistico.
Nei punti vi sono (ancora) la revisione della spesa pubblica “in tutti i settori”, inclusi i Ministeri, che da 16 scenderanno a 10, come pure l’utilizzo a pieno del Fondo di stabilità finanziaria greco per le banche e la ricapitalizzazione dei prestiti in sofferenza.
Per il tema della povertà Tsipras ha mantenuto il sostegno alle classi indigenti attraverso buoni pasto, energia e sanità gratuite e la possibile estensione dello schema pilota di salario minimo attraverso l’”inserimento graduale di un nuovo approccio alla contrattazione collettiva per bilanciare la flessibilità con l’equità”, che “sarà fatto in consultazione con le istituzioni europee”.
Il direttore del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, ha dato il suo “placet, pur facendo notare che, per quanto l’accordo sia “valido punto di partenza”,”in vari settori” mancano rassicurazioni, ovvero garanzie che vengano toccati Iva, pensioni, liberalizzazioni , privatizzazioni e mercato del lavoro.
I ministri Ue hanno chiesto “alle autorità greche di sviluppare ulteriormente e ampliare l’elenco delle misure di riforma, in base alla disposizione attuale, in stretto coordinamento con le istituzioni al fine di consentire una conclusione rapida e positiva della revisione”.
La Bce ha fatto notare che l’accordo differisce “dall’attuale programma in una serie di aree”, per cui ha messo le mani avanti puntualizzando che “le misure che non sono state concordate con le autorità saranno sostituite da altre equivalenti o migliorative in termini di raggiungimento degli obiettivi” previsti dal Memorandum.
Bruxelles ha fatto sapere che “Dal punto di vista della Commissione, la lista è abbastanza esaustiva da essere un valido punto di partenza per una conclusione di successo della review”: “Siamo decisamente incoraggiati dal forte impegno a combattere l’evasione fiscale e la corruzione”.

