Adnkronos, 21 mar 12 –

Gli scontri sempre piu’ sanguinosi in atto in Siria hanno prodotto un continuo flusso di profughi: oltre 5.000 sono arrivati in Giordania, 7.000 in Libano e 14.000 in Turchia. L’allarme e’ lanciato dalla Caritas italiana, che, insieme alle Caritas locali, e’ impegnata a gestire il fenomeno. Caritas Italiana, si legge in una nota, ”si unisce alla voce del Papa e di tutte quelle istanze internazionali che hanno invocato la fine di quella che ormai e’ una guerra civile e l’avvio di un dialogo per rispondere adeguatamente alle legittime aspirazioni della popolazione. Questi appelli, finora caduti nel vuoto, dimostrano purtroppo ancora una volta l’incapacita’ e l’impotenza della comunita’ internazionale”. ”La situazione della Siria ha raggiunto un livello di violenza e di gravita’ insopportabile – denuncia la Caritas – Governo e opposizione hanno finora rifiutato le proposte di cessare il fuoco e le migliaia di morti che si contano non sono stati ancora sufficienti nemmeno a dichiarare una tregua. La ‘Primavera Araba’, la coraggiosa richiesta, soprattutto dei giovani, di una maggiore liberta’ e dignita’, non ha ancora definito una direzione precisa, ma in Siria e’ diventata una carneficina”. ”In Siria vive circa 1 milione e mezzo di cristiani, il 10 % della popolazione – ricorda la Caritas – che ora, a causa del violento conflitto in atto non possono che accentuare la progressiva tendenza all’emigrazione gettando cosi’ una pesante ipoteca sul patrimonio di convivenza pacifica con l’Islam costruito nel tempo. Le autorita’ delle varie denominazioni cristiane manifestano dolore e impotenza. I lutti si uniscono a una crisi economica crescente che rende sempre piu’ urgente l’assistenza di base a migliaia di persone. Caritas Siria sta facendo il possibile in favore di molte famiglie, distribuendo aiuti in particolare a 500 famiglie ad Homs e 125 ad Aleppo. Per questi primi interventi Caritas Italiana ha messo a disposizione un contributo di 30.000 euro”.

Il problema pero’, ricorda ancora la Caritas ”va inquadrato nella situazione generale del Medio Oriente con la presenza di centinaia di migliaia di profughi iracheni accolti da anni in Siria e in Giordania a seguito della guerra in Iraq. Negli ultimi mesi circa 15.000 Siriani sono fuggiti in Giordania e 5.000 in Libano, insieme a molti iracheni, costretti cosi’ a fuggire una seconda volta. Senza dimenticare gli almeno 4 milioni di palestinesi nei vari paesi dell’area e i gruppi di africani dispersi nel Sinai”. ”E’ del 20 marzo la denuncia dei Vescovi della Terra Santa che parlano di una situazione ‘orribile’ di questi profughi, soprattutto eritrei. Il Medio Oriente, teatro di continue violenze e di questi scontri sempre piu’ cruenti in Siria, e’ ormai un immenso campo profughi con fiumane di varie nazionalita’ che si spostano in cerca di salvezza. Le Caritas del Medio Oriente sono chiamate dunque a rispondere a una continua, crescente e urgente domanda di aiuti. Caritas Italiana, insieme all’intera rete internazionale Caritas – conclude la nota – rinnova vicinanza e sostegno concreto per consentire la prosecuzione di interventi in favore di sfollati e profughi”.