di Guido Keller –
Come se la Siria e la sua terribile guerra fossero lontane mille miglia: A Beirut, in Libano, la protesta del movimento “Tu puzzi” contro la mancata raccolta e la cattiva gestione dei rifiuti, si è ben presto trasformata in una dimostrazione contro il governo, con violenze e incessanti slogan rivolti alle autorità.
La piazza non ne può più dei cumuli di immondizie, come pure della corruzione e dell’immobilismo della classe politica, che in un anno non è riuscita ad eleggere il presidente.
Ricordiamo che il sistema politico e amministrativo in Libano è diviso in confessioni religiose, ed in base al “Patto nazionale” del 1943 il presidente della repubblica è cristiano-maronita, il primo ministro è islamico-sunnita e il presidente del parlamento è islamico-sciita.
Ideologicamente la “puzza” delle immondizie si mescola a quella della classe politica, ed in ora in ora si sono gonfiati in sit-in e i cortei per protestare contro l’”immondizia politica”. Inevitabili gli scontri con le forze di sicurezza, ed una giornalista della tv libica Lbc è stata presa a manganellate dagli agenti mentre corrispondeva in diretta.
Attorno ai palazzi governativi, dove il governo è asserragliato, è stata sistemata una barriera di piloni di cemento, ed il premier Tammam Salam, che solo due giorni fa aveva in proposito di dimettersi proprio a causa della crisi dei rifiuti, ha usato parole concilianti. Anche perché riecheggia con maggiore frequenza il grido “rivoluzione!”.

