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Dopo l’appoggio ufficiale degli Hezbollah libanesi alla causa di Bashar al-Assad e quindi la dichiarazione di scesa in campo a fianco delle sue truppe, i sei Paesi membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Ccg) si sono detti pronti ad inserire le milizie sciite libanesi di Hezbollah nell’elenco delle organizzazioni terroristiche.

Secondo la stampa kuwaitiana, sarà il Bahrein ad avanzare tale proposta in occasione del vertice Ccg che si terrà domenica prossima a Gedda, in Arabia Saudita.

Già settimana scorsa il ministro degli Esteri saudita, Khaled al Khalifa, aveva definito il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, “un terrorista che ha dichiarato guerra al proprio Paese” ed ha sostenuto che fosse “un dovere nazionale e religioso fermarlo e liberare il Libano dalle sue grinfie”.

Sempre dall’Arabia Saudita è arrivata anche la notizia che il miliardario Abdullah Mohamed al-Anzi ha messo una taglia sulla testa di Nasrallah, aggiungendo che la ricompensa sarà data anche se ad ucciderlo sarà “un musulmano di rito sciita”.

Nato nel 1960, Hassan Nasrallah è attualmente Segretario generale di Hezbollah, il partito libanese, nato nel 1982 come risposta all’invasione israeliana del Libano e di aperta confessione sciita, impegnato nel sociale (gestisce scuole, ospedali, moschee), come pure nella lotta armata contro Israele.

Nasrallah nel 1989 ha continuato i suoi studi presso la scuola religiosa di Qoom, in Iran, e nel 1992 è succeduto a Sayyed Abbas al-Musawi, assassinato dal missile di un elicottero Apache israeliano.

E’ stato Nasrallah a dichiarare l’adesione di Hezbollah alla causa del regime siriano, con tanto di annuncio di discesa in campo, lo scorso 26 maggio, gesto al quale è stato risposto con la caduta di due razzi sulla parte sciita di Beirut.