di Guido Keller –
Il ministro degli Esteri, Federica Mogherini ha confermato la notizia della liberazione dei due sacerdoti italiani, Gianantonio Allegri e Giampaolo Marta, rapiti il 5 aprile scorso insieme a una suora canadese, Gilberte Bussiére della Congregazione di Notre-Dame di Montreal, nella missione di Tchere della diocesi di Maroua, nel nord del Camerun.
I due missionari, vicentini di origine, erano in Camerun dal 1987 e 1988, ed hanno operato prima nel sud del paese e poi nel nord; fin da subito era stata attivata l’unità di crisi della Farnesina, che aveva chiesto il massimo riserbo per favorire una rapida soluzione del caso.
“E’ una grande gioia – ha detto Mogerini. – Ringrazio innanzitutto le autorità del Camerun e il presidente Paul Biya per il grande lavoro svolto e il governo del Canada con cui abbiamo lavorato a stretto contatto”.
“Voglio esprimere la mia grande soddisfazione per la riuscita di un’operazione condotta magistralmente, grazie anche alla continua collaborazione tra i nostri servizi di informazione e l’Unità di Crisi della Farnesina”, ha aggiunto.
Padre fFderico Lombardi, direttore della Sala Stampa vaticana, ha spiegato che la liberazione dei tre religiosi “è una notizia che ci riempie di gioia. Il Santo Padre, che fin dall’inizio aveva seguito la drammatica vicenda, ne è stato tempestivamente informato. Ringraziamo il Signore perché questa vicenda è giunta a una conclusione positiva”. “Allo stesso tempo – ha aggiunto – continuiamo a pregare e ad impegnarci perché ogni forma di violenza, odio e conflitto nelle diverse regioni dell’Africa e nelle altre parti del mondo possa essere superata, e rinnoviamo il ricordo e l’impegno per le molte altre persone innocenti di diversa condizione ed età che, come ben sappiamo, rimangono vittime di inaccettabili sequestri in diversi luoghi di conflitto”.
I primi sospetti sugli autori del rapimento sono ricaduti sul gruppo secessionista-islamista del Boko Haram, attivo in Nigeria ma presente anche nel sud del Camerun: sulla cosa è comunque tenuto riserbo.

