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Il governo di Monrovia ha disposto la chiusura delle frontiere per contenere la diffusione di ebola nel Paese, compreso il valico di Bo Waterside, che unisce il Paese con la Sierra Leone, dove vi sono stati altri 200 casi di contagio del virus.

Per il momento rimarranno aperti solo gli scali aerei, posti comunque sotto lo stretto controllo delle autorità sanitarie.

Si calcola che il virus ha già ucciso quest’anno 672 persone fra Liberia, Sierra Leone e Guinea, ma un uomo è stato colpito ed è morto anche in Nigeria.

Si tratta di un virus della famiglia Filoviridae e dei ceppi sembra che solo il Reston sia aereo. I sintomi sono a decorso rapido, anche di poche ore, e presentano nausea, vomito, febbre emorragica, emorragie esterne e interne: il tasso di mortalità fra gli individui colpiti si aggira fra il 50 e il 90%.

Resta ingiustificato l’allarme lanciato da alcuni partiti o gruppi xenofobi che vedono nell’arrivo in Europa dei clandestini la possibilità di diffusione del virus: generalmente il viaggio dei migranti dura parecchie settimane se non mesi, mentre il virus dell’ebola colpisce e uccide in poche ore.

Al contrario la malaria colpisce 500 milioni di persone ogni anno e causa un milione di decessi, mentre i soggetti aggrediti dalla tubercolosi sono 8 milioni, con 2 milioni di decessi all’anno.