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E’ di 16 morti e di 81 feriti il bilancio delle vittime nelle ultime ore degli scontri in corso a Bengasi, ad est della Libia, dove i miliziani del generale a riposo Khalifa Haftar combattono da settimane gli jihadisti di Ansar al-Sharia e delle Brigate 17 febbraio.
Una fonte ospedaliera ha indicato che “La maggior parte dei morti e dei feriti sono militari. Tre civili, fra cui un egiziano, sono stati uccisi quando un razzo ha colpito la loro casa”.
L’iniziativa di Haftar di combattere gli jihadisti sta richiamando miliziani di diverse tribù, i quali non vogliono che il paese finisca sotto il controllo dei gruppi estremisti.
Khalifa Haftar è considerato dai suoi detrattori un uomo della Cia in quanto è stato liberato dagli americani nel 1987 in Ciad, dov’era prigioniero in seguito alla disastrosa “Guerra delle Toyota”, quindi è stato portato negli Usa e ha fatto ritorno in Libia nel 2011, quando ha comandato la piazza di Bengasi nel’insurrezione contro Gheddafi.
La tensione nel paese resta altissima: nei giorni scorsi a Tripoli le milizie di Zintan sono riuscite a respingere gli attacchi degli jihadisti che volevano sottrarre loro il controllo dell’aeroporto; lo scalo resta al momento chiuso e diversi velivoli sono stati dati alle fiamme.

