Ansa, 24 ott 12 –
“Quello che sta accadendo a Bani Walid va oltre l’immaginazione. E’ una tragedia. Il cosiddetto esercito libico, che e’ in realta’ un gruppo di teppisti, si comporta come le cavallette. Stanno attaccando tutto cio’ che incontrano”. Lo riferisce al Guardian Abd al-Nasser Alim, un abitante della citta’ dove oggi sono entrate le milizie filo-governative dopo giorni di violenti scontri con i nostalgici del passato regime. Il testimone parla di donne e bambini uccisi e dice di rimpiangere i tempi di Gheddafi.
“Le milizie di Misurata si trovano all’ingresso di Bani Walid e usano tutti tipi di armi, carri armati, razzi e gas contro la popolazione”, aggiunge Alim denunciando che queste ”milizie armate uccidono donne e bambini”. ”Sono barbari, stanno commettendo crimini contro l’umanit…”, prosegue l’uomo che racconta di essersi opposto a Gheddafi e per questo di essere stato ”a lungo imprigionato nel carcere di Abu Salim”. ”Ma rimpiango ogni momento (del vecchio regime, ndr), dopo quello che ho visto qui”.

