di Guido Keller –
Continuano i raid statunitensi sulle postazioni dell’Isis a Sirte, 28 dall’inizio, otto giorni fa, dell’operazione “Odyssey Lightning” volta a spianare la strada ai militari del governo riconosciuto di Fayez al-Serraj. I bombardamenti sono portati a termine da AV-8B Harrier, i quali decollano dalla nave d’assalto anfibia Uss Wasp, per quanto resti in piedi la possibilità di servirsi delle piste presso le basi italiane.
La situazione in Libia continua ad essere tuttavia caotica e difficile, in un paese in guerra su tre fronti (governo riconosciuto, governo “di Tobruk” e Isis) e spaccato in oltre 130 tribù armate fino ai denti, le quali cercano di prendere il controllo di quanto più possibile, dai pozzi di petrolio alle risorse idriche a fette di potere in vista della forse utopica stabilizzazione del paese.
Fayez al-Serraj, premier del governo riconosciuto dalla comunità internazionale e frutto delle mediazioni Onu (prima di Bernardino Leon e poi di Martin Kobler), ha fatto sapere oggi attraverso il Corriere della Sera che non servono truppe straniere sul terreno, ma ha ribadito che “l’Isis è un’organizzazione pericolosissima”, che “ci minaccia tutti allo stesso modo e che potrebbe infiltrare propri miliziani nei barconi che portano i migranti verso le coste italiane”.
Ha quindi chiesto al governo italiano non truppe, ma aiuti umanitari, ospedali da campo attrezzature e “di trattare e curare nei suoi ospedali i nostri feriti di guerra”, poiché “I nostri uomini possono fare da soli un volta ottenuta la copertura dall’aria: ho chiesto solo l’intervento con attacchi aerei Usa che devono essere molto chirurgici e limitati”.
In realtà, che in Libia vi siano già militari stranieri di tutti i tipi, per quanto in numero esiguo, è un segreto di Pulcinella, basti pensare che il 20 luglio tre militari francesi sono morti nell’abbattimento di un elicottero che sorvolava l’area di Bengasi e che il Washington Post ha riportato oggi che uomini delle forze speciali statunitensi e britanniche sarebbero attivi a fianco dei regolari presso Sirte, dove avrebbero allestito un quartier generale. “Osservatori”, cioè uomini dell’intelligence, sono da tempo sul terreno, e tra loro vi sono certamente anche italiani.
L’attenzione della comunità internazionale si è oggi spostata su un’altra città libica, Zuetina: situata nella parte centrale della costa libica, Zuetina ospita un importantissimo terminal petrolifero, in queste ore conteso a suon di proiettili da fazioni rivali che ne minacciano l’attività.
Italia, Germania, Usa, Francia, Regno Unito e Spagna hanno chiesto che tutti gli impianti petroliferi passino in mano al governo riconosciuto di al-Serraj, “senza condizioni, riserve, ne’ rinvii”.
La Dichiarazione congiunta recita che “I Governi di Francia, Germania, Italia, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti esprimono la propria preoccupazione per le notizie di tensioni crescenti vicino al terminal petrolifero di Zueitina, sulla costa centrale libica. Esprimono il proprio sostegno agli sforzi del Governo di accordo nazionale (GAN) a contrastare senza l’uso della forza i tentativi di interrompere le esportazioni libiche di energia, e sottolineano che il controllo di tutte le infrastrutture dovrebbe essere trasferito incondizionatamente e senza precondizioni o ritardi alle legittime autorità nazionali così come riconosciuto dalla Risoluzione n. 2259 (2015) del Consiglio di Sicurezza (CdS). I Governi fanno appello a tutte le parti affinché si astengano da ostilità e da ogni azione suscettibile di danneggiare o pregiudicare le infrastrutture energetiche libiche.
I Governi di Francia, Germania, Italia, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti ribadiscono il pieno sostegno al Governo di accordo nazionale. Come sottolineato dalla Risoluzione n. 2278 del Consiglio di Sicurezza, le istituzioni finanziarie nazionali libiche e la National Oil Corporation (NOC) devono beneficiare tutto il popolo libico. Il Governo di accordo nazionale deve lavorare con la National Oil Corporation per ristabilire la produzione petrolifera al fine di ricostruire l’economia della Libia. Ristabilire le esportazioni petrolifere è vitale per generare redditi in grado di soddisfare i bisogni essenziali della popolazione libica, compresa l’elettricità, la sanità e le infrastrutture. È nell’interesse di tutti i libici sostenere senza condizioni gli sforzi, condotti dal GNA, per fornire questi servizi chiave alla popolazione libica”.
Joint statement on Libya by the Governments of France, Germany, Italy, Spain, the UK and the United States.
The Governments of France, Germany, Italy, Spain, the United Kingdom, and the United States express their concern at reports of increasing tension near the Zueitina oil facility on the central coast of Libya. They express their support for the Government of National Accord’s efforts peacefully to resolve the disruptions to Libya’s energy exports, and emphasise that control of all facilities should be transferred unconditionally and without preconditions or delay back to the legitimate national authorities recognised as such by UN Security Council Resolution 2259. The Governments call for all parties to refrain from hostilities and avoid any action that could damage or disrupt Libya’s energy infrastructure.
The Governments of France, Germany, Italy, Spain, the United Kingdom, and the United States reaffirm their full support for the Government of National Accord. As underlined by the UN Security Council Resolution 2278, Libyan state financial institutions and the National Oil Corporation must benefit all Libyans. The Government of National Accord must work with the National Oil Corporation to restore oil production to rebuild Libya’s economy. Restoring oil exports is vital to generating revenues that can provide for the essential needs of the Libyan people, including electricity, healthcare, and infrastructure. It is in the interests of all Libyans that they fully support the efforts led by the GNA to provide these key services to the Libyan people.

