TMNews, 13 ott 11 –

Il Consiglio nazionale di transizione libico tiene in arresto circa 2.500 libici solo nella capitale Tripoli: molti di questi detenuti sono sottoposti a maltrattamenti e percosse e non sono stati processati: è la denuncia di Amnesty International, che fonda le sue accuse su una serie di interviste ad alcuni prigionieri fatte negli ultimi mesi. Almeno due guardie di sicurezza di due differenti centri di detenzione, si legge sul sito di al Jazeera, hanno riferito ai ricercatori di Amnesty di avere “percosso” alcuni detenuti per estorcere “confessioni”. “C’è un rischio reale che senza un intervento fermo e immediato, molti errori del passato possano ripetersi. Arresti arbitrari e torture sono state un marchio di fabbrica del regime del colonnello Gheddafi”, ha detto Hassiba Hadj Sahraoui, vice direttore di Amnesty International per il Medio Oriente e il Nord Africa. “Sappiamo che le autorità di transizione stanno stanno facendo fronte a molte sfide, ma se non rompono chiaramente con il passato invieranno il messaggio che i maltrattamenti dei detenuti saranno tollerati anche nella nuova Libia”, ha aggiunto il funzionario di Amnesty.