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Una ventina di cittadini egiziani di fede cristiano-copta sono stati sequestrati nella città libica Sirte di sirte, 7 alcuni giorni fa e 13 oggi. Lo ha riferito una fonte vicina al governo “di Tobruk”, il quale ha a capo Abdullah al-Thani, è frutto delle elezioni di giugno, è riconosciuto dalla comunità internazionale, ma è stato sconfessato dalla Corte costituzionale; è in antitesi del governo “di Tripoli”, con a capo Omar al-Hassi e istituito dai jihadisti dopo la presa della città, riesumando il vecchio Consiglio di transizione.

Il sospetto è che dietro al rapimento vi siano i jihadisti di Ansar al-Sharia, anche perchè non si tratta del primo caso di egiziani cristiani rapiti in Libia dallo stesso gruppo ed anche una settimana fa, sempre a Sirte, è stata sequestrata una coppia delle stesse nazionalità e fede.

In Libia lavorano molti egiziani impegnati per lo più nel settore dell’edilizia, ma sono poco tollerati dagli islamisti dei vari gruppi dopo la deposizione, avvenuta il 3 luglio 2013 ad opera dei militari, del presidente Mohammed Morsi, leader dei Fratelli Musulmani (oggi al bando).

Anche il quotidiano egiziano on line Aswat Masryia ha riportato una fonte del ministero degli Esteri del Cairo che ha confermato i rapimenti; lo stesso ministero ha anche riferito di aver individuato “personalità indipendenti” al fine di mediare la liberazione dei cittadini sequestrati.