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E’ stata l’auto blindata a salvare la vita al console italiano a Bengasi, Guido De Sanctis: alcuni colpi, esplosi da un’altra vettura, sono stati rivolti ieri sera contro il mezzo del diplomatico, nella stessa città dove l’11 settembre scorso, undicesimo anniversario dell’attacco alle Torri Gemelle, è stato ucciso l’ambasciatore statunitense Chris Stevens insieme a tre funzionari ed a una decina di poliziotti libici.
Intervistato dall’Ansa, De Sanctis ha fatto sapere si stare bene e che l’agguato è avvenuto mentre era diretto verso casa: i diversi colpi, sparati all’altezza della testa sua e dell’autista, non hanno superato la corazza dell’automobile, per cui nessuno è rimasto ferito.
Guido De Sanctis, 51 anni, è stato di stanza in un primo momento a Tripoli, quindi a Mosca e poi, agli inizi del 2011, di nuovo in Libia, dove ha riaperto il consolato nella seconda città del paese nordafricano dopo l’assalto all’edificio del 17 febbraio 2006: la protesta di allora, nella quale la polizia uccise undici manifestati, avvenne a causa della maglietta esibita al telegiornale del Tg1 da Roberto Calderoli, la quale riportava le vignette satiriche su Maometto pubblicate da parte di un giornale danese.
Per De Sanctis era prevista, ancora prima dell’attacco di ieri, la nuova destinazione di Doha, in Qatar. Sull’attentato di ieri sono state aperte indagini da parte della polizia libica.

