di Fabrizio Montagner –

In Libia non è stato digerito il blitz dello scorso 6 ottobre quando un commando di militari statunitensi ha catturato Anas al-Libi, il 49enne collaboratore del defunto leader di al-Qaeda, Osama Bin Laden, ricercato per essere stato l’ideatore degli attentati contro le ambasciate americane in Kenya e Tanzania nel 1998 che causarono oltre 200 vittime e probabilmente anche dell’attacco dello scorso anno al consolato Usa di Bengasi, in cui persero la vita l’ambasciatore Chris Stevens, quattro funzionari della rappresentanza diplomatica ed una decina di poliziotti libici.

L’ambasciatrice statunitense in Libia, Deborah Jones, è stata infatti convocata dal ministro della Giustizia libico per rendere “chiarimenti” sul blitz, ma immediatamente è circolata la notizia dello spostamento di 200 Marines dalla Spagna alla base italiana di Sigonella.

Secondo la Cnn, che ne ha dato notizia, la decisione è stata presa proprio per il concretizzarsi di “potenziali minacce” alla rappresentanza diplomatica Usa.