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E’ pesante il bilancio dei morti dell’attacco di ieri condotto a Bengasi da parte di gruppi di dimostranti contro il quartier generale di una milizia formata da ex ribelli anti Gheddafi, lo “Scudo della Libia”: si è infatti appreso da fonti mediche, che è di 31 il numero dei morti, mentre quello dei feriti è di 60 persone.
I manifestanti, alcuni dei quali erano armati, chiedevano la sostituzione della milizia con l’esercito regolare nonostante che, come ha spiegato il portavoce dello stato maggiore, Ali al Shiki, “Scudo della Libia” è in realtà considerata una forza riservista.
Il Primo ministro libico, Ali Zeidan, ha comunque imposto alla milizia lo sgombero della caserma ed ha ordinato il sequestro delle armi.
Quello di ieri non è stato il primo caso del genere a Bengasi, come pure nel restante territorio libico, dal momento che la popolazione protesta ormai da tempo contro la presenza delle milizie, autoformatesi in occasione della rivoluzione che ha portato alla caduta del regime di Gheddafi, le quali godono ancora di molto potere, spesso esercitato non proprio nell’interesse dei cittadini.
Il capo di Stato maggiore dell’esercito libico, Yussef al-Mangoush, ha rassegnato quindi le sue dimissioni.
