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L’Isis di Abu Bakr al-Baghdadi avanza nel caos libico, realtà che già vede contrapposte da una parte le milizie filo-governative che si riconoscono nel Parlamento e nel governo “di Tobruk”, con premier Adullah al-Thani, frutto delle elezioni di giugno e riconosciuto dalla comunità internazionale, e dall’altra quelle islamiste che sostengono il Parlamento (Congresso Nazionale Generale) e il governo “di Tripoli”, con premier Omar al-Hassi, riesumato dai jihadisti dalla precedente Assemblea transitoria a seguito della conquista della capitale.
Infatti, dopo la presa della città di Derna dei mesi scorsi, i jihadisti hanno annunciato oggi di aver preso il controllo di una stazione radio locale nella città di Sirte, 500 chilometri a Est di Tripoli, dove hanno installato il loro quartier generale.
Testimonianze di residenti parlano che da ieri la radio trasmette discorsi del “Califfo” e versi del Corano.
Il timore è che ora l’Isis approfitti dell’assenza dello Stato libico per annettere anche Sirte ed introdurvi, come a Derna, la rigida osservazione della Sharia.
Il 27 novembre Human Rights Watch ha reso noto che, in base ai propri rapporti, i jihadisti che controllano Derna hanno commesso diverse violazioni dei diritti umani, con esecuzioni sommarie, pubbliche flagellazioni e altre forme estreme di esercitazione della giustizia.
Diverse fonti danno già i miliziani dell’Isis in alcuni quartieri della città.
Nello stesso centro abitato sono attive le formazioni jihadiste di Ansar al-Sharia e della Brigata dei martiri Abu Saleem.
A poco sono serviti fino adesso i raid operati dagli aerei del generale Khalifa Haftar, ma quel che appare sconcertante è che nel quadro critico della Libia, dove lo Stato di fatto non esiste, si sta rafforzando un terzo attore: l’Isis.

